Associazione fotografi parlamentari: la fine della libertà di stampa?

Associazione Fotografi Parlamentari

Vi ricordate del presidente Monti fotografato con in mano un bigliettino scritto dal vicesegretario del Pd Enrico Letta? Quello sgradevole avvenimento portò ad un momentaneo divieto all'uso dei teleobiettivi da parte dei numerosi fotoreporter presenti durante le sedute dell'Assemblea di Montecitorio. Il divieto venne poi sospeso con la promessa da parte dei fotoreporter di associarsi e di autoregolamentarsi.

Qualche giorno fa, il 9 Gennaio 2012, è nata l'AFPA - Associazione Fotografi Parlamentari, che associa e rappresenta i fotografi professionisti che svolgono stabilmente la loro attività professionale presso il Parlamento e le relative sedi. Questa associazione, costituita da circa 40 professionisti, ha un proprio regolamento di cui vi propongo i tre punti principali:

1) Non diffondere fotografie e riprese visive atte a rilevare comunicazioni telefoniche, telematiche e epistolari di Parlamentari e di membri del Governo presenti in Aula che evidenziano un carattere esclusivamente privato delle stesse;
2) Non diffondere fotografie e riprese visive non essenziali per l’esercizio del diritto di cronaca relativa all’attualità e/o allo svolgimento dei lavori in Aula;
3) Non utilizzare tecniche di rielaborazione di riprese fotografiche e visive che comportino un danno alla dignità dei Parlamentari e dei membri del Governo presenti in Aula e al diritto alla riservatezza di cui ai punti precedenti.

In sostanza si possono usare teleobiettivi purché il contenuto delle immagini riprese non porti l'attenzione sui documenti, sui display dei telefonini e dei portatili, sui gesti dei nostri politici. Quindi in un modo o nell'altro la libertà di stampa è stata fortemente limitata. Personalmente ritengo che un giornalista debba avere la libertà di far sapere agli italiani se chi ci rappresenta sta svolgendo più o meno correttamente il proprio lavoro.

Ma ci si chiede anche cosa sia cambiato nelle fotografie scattate dentro Montecitorio in questi giorni. Infatti chi e come discrimina cosa è "essenziale per l’esercizio del diritto di cronaca"? Difficile infatti distinguere la notizia frivola dallo scoop. Alla fine da tutta questa storia, come segnalato anche da Michele Smargiassi in un suo recente articolo, traspare unicamente che "così si rischia solo di dare l’idea che i nostri rappresentanti, nel luogo più solenne e trasparente della democrazia, possano avere comportamenti di cui vergognarsi, o da nascondere".

Fatto che in questo periodo di grave difficoltà del nostro paese fa soltanto tanta ma tanta tristezza.

Foto | stampa-libera.it
Via | Fotoreporter Professionisti Associati

  • shares
  • Mail
17 commenti Aggiorna
Ordina: