I ritratti di Maria Mulas dialogano con il contemporaneo di Spilimbergo Fotografia

Lo sguardo e i ritratti di Maria Mulas in mostra con la contemporaneità di artisti come Louise Bourgeois o Meret Oppenheim, da Keith Haring a Andy Warhol.

"Se fotografare e un modo di raccontare senza essere interrotti (ne contraddetti) si potrà ben sostenere, nel caso di Maria Mulas, che il suo non e solo un discorso ma una girandola, addirittura un fuoco di artificio, con esiti clowneschi e raggelati al tempo stesso" - Lea Vergine, 1985

Uno sguardo, ancor prima di uno stile decisamente personale, sperimentato e messo a punto passando dalla pittura alla fotografia, come il fratello Ugo, che le regala la prima macchina fotografica, e dall'immagine rappresentativa all'immaginazione pro-creativa.

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Dopo aver imparato a correggere le imperfezioni dei provini, ad usare la luce naturale e sperimentare con le architetture ed i paesaggi, Maria Mulas si appassiona al ritratto dialogando con il contemporaneo attraverso i volti e le peculiarità di artisti e borghesi, personaggi noti e volti trasfigurati.

© Maria Mulas, Peggy Guggenheim, 1974

I ritratti dell'appassionata determinazione di Peggy Guggenheim capace di alimentare uno dei maggiori musei d'arte moderna al mondo, di una "musa" del movimento surrealista come Meret Oppenheim, come dell'estro sublime della scultrice e artista francese Louise Bourgeois artefice del conturbante Maman davanti alla National Gallery of Canada, quello stimolato dalle ricerche sul colore e sulla rifrazione della luce di Sonia Terk Delaunay, un pittore e writer capace di dare nuova vita a segno e significato come Keith Haring o l'Andy Warhol che non ha bisogno di presentazioni.

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«Ritratti: un sessantesimo di secondo» che dopo la mostra di “Ritratti e architetture” rielaborate manualmente con sovrapposizioni, deformazioni, scomposizioni e ricomposizioni dei fotogrammi, da domani animano l'equilibrio tra storia e attualità della la 28a rassegna Spilimbergo Fotografia promossa dal CRAF, già sbirciata con Robert Doisneau e la sua indimenticabile Parigi, attraverso le opere ospitate a Palazzo Altan di San Vito al Tagliamento, sino al 28 settembre 2014.

Meret Oppenheim, Parigi, 1979

Foto | Ritratti: un sessantesimo di secondo © Maria Mulas, courtesy CRAF- Centro ricerca e archiviazione della fotografia

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