Israele e Palestina: la foto virale di Sulome Anderson

La foto virale del bacio tra la libanese Sulome Anderson e il suo fidanzato ebreo con l'hashtag #JewsandArabsrefusetobeenemies nella foto del giorno di Clickblog


Quello che sta accadendo in questi giorni, e da oltre un secolo, tra Israele e Palestina è quando di meno umano possa accadere nel mondo, una lotta cieca che restituisce solo dolore, morti e disperazione. In tutto questo quello che io non sono riuscita a capire è stata la risposta mediatica, il dolore piazzato in prima pagina, le foto dei bambini massacrati, morti e feriti che sono rimbalzate dai giornali ai social network ma che, alla fine, servono ad alzare ancora un po’ l’asticella del rispetto verso gli esseri umani, verso la vita e la morte.

Di analisi sull’argomento se ne leggono tante, io ve ne propongo due: quella del nostro direttore Alberto Puliafito che cinque anni fa ha girato il documentario “Waiting for Gaza” che è tristemente attuale e vi propongo nel video in alto, e quella di Francesco Cito, un fotoreporter italiano, bravissimo ma che è soprattutto una persona intelligente.

Approfondisci: Waiting for Gaza di Alberto Puliafito

Sulome Anderson

Oggi vi voglio mostrare un’iniziativa molto bella che usa la fotografia come mezzo per comunicare una possibile pace tra israeliani e arabi, una dimostrazione che ci possa essere amore, rispetto e amicizia anche tra persone che al momento combattono all’ultimo sangue.

L’iniziativa è stata promossa da Sulome Anderson che su Twitter ha pubblicato una foto e un hashtag che sono diventati virali. La foto ritrae lei che bacia il suo fidanzato, lei è libanese e lui ebreo. Sotto ha aggiunto la frase “Io lo chiamo habibi (amore, in arabo), lui mi chiama neshama (anima, in ebraico). L’amore non parla il linguaggio dell’occupazione”. L’hashtag che ha utilizzato è #JewsandArabsrefusetobeenemies che vuol dire “Israeliani e arabi non vogliono essere nemici”, che è stato ripreso da tanti altri arabi e israeliani che hanno postato su Twitter delle foto in cui tengono in mano dei cartelli con i messaggi di pace.

Il gesto di Sulome Anderson è bellissimo ma racchiude in se molta più forza di quella che si possa pensare, lei è la figlia di Terry Anderson, l’ex capo della sede medio-orientale dell’agenzia di stampa internazionale Associated press, che è stato prigioniero delle milizie scite in Libano per sette anni, dal 1985 al 1992. Sulome ha dichiarato:

“Ho familiarità con le violenze che questo conflitto impone alle persone comuni. Per questo il nostro messaggio arriverà più forte”.

Foto | Sulome Anderson

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