Martin Scorsese, lettera aperta per la difesa delle pellicole Kodak

Anche Martin Scorsese si unisce a Quentin Tarantino, Christopher Nolan, Judd Apatow e JJ Abrams per salvare le pellicole cinematografiche di Kodak


Il mondo delle pellicole è sempre a rischio, ormai il digitale ha soppiantato tutto e resistere è una lotta impari, per fortuna ci sono situazioni che non sono governate dalla logica ma da qualcosa di molto più grande: la passione! Qualche giorno fa vi abbiamo dato la notizia che un gruppo di registi di Hollywood ha fatto una cordata per salvare le pellicole cinematografiche di Kodak, una notizia bellissima ed un gesto che non poteva passare inosservato. Dopo Quentin Tarantino, Christopher Nolan, Judd Apatow e JJ Abrams arriva anche l’appoggio del celebre regista Martin Scorsese che ha scritto una lettera aperta in cui spiega perché nel cinema non si può rinunciare alla pellicola.

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Quentin Tarantino, Christopher Nolan, Judd Apatow e JJ Abrams hanno fatto molta pressione sugli Studios americani per poter avere le pellicole Kodak per i loro lavori, alla fine è stato trovato un accordo vantaggioso per tutti, gli Studios hanno garantito a Kodak l'acquisto di un certo quantitativo annuo di pellicola cinematografica, così da permettere la sopravvivenza dell'azienda e scongiurare l’interruzione della produzione.
Martin Scorsese in una lettera ha spiegato perché salvare la pellicola è un dovere morale ed ha sostenuto la scelta coraggiosa dei suoi colleghi.

kodak.film

"Ci sono molti nomi per quello che facciamo: cinema, cinematografo, lungometraggi. E... film, pellicole. Ci chiamano registi, ma più spesso siamo chiamati filmmaker, autori di pellicole. Non sto suggerendo di ignorare l'ovvio: l'HD non sta arrivano, è già qui. I vantaggi sono numerosi: le videocamere sono più leggere, è molto più facile girare di notte, abbiamo molti altri mezzi a nostra disposizione per alterare e perfezionare le nostre immagini. E le videocamere sono molto più economiche: oggi i film possono essere girati con davvero pochi soldi. Perfino quelli di noi che continuano a girare in pellicola finiscono il film in HD, e i nostri film sono proiettati in HD. Quindi potremmo tranquillamente dire che il futuro è qui, che la pellicola è scomoda e imperfetta e difficile da trasportare e facile a rovinarsi e deperibile, e che è tempo di dimenticare il passato e dire addio – potremmo davvero farlo facilmente. Troppo facilmente.

Sembra che ci vogliano ricordare di contino che il cinema è, dopo tutto, un business. Ma il cinema è anche una forma d'arte, e i giovani che vogliono fare film dovrebbero avere accesso agli strumenti e ai materiali che sono stati le pietre miliari di questa forma d'arte. Si sognerebbe mai qualcuno di dire ai giovani artisti di gettare via pitture e tele perché gli iPad sono molto più comodi da portarsi appresso? Ovviamente no. Nella storia del cinema, solo una minuscola percentuale di opere che hanno definito la nostra forma d'arte non sono state girate in pellicola. Tutto quello che facciamo con l'HD è uno sforzo per ricreare l'aspetto di un film in pellicola. La pellicola, ancora oggi, offre una tavolozza visuale più ricca di quella dell'HD. E dobbiamo ricordarci che la pellicola è ancora la migliore maniera di conservare i film, l'unica a prova di tempo. Non abbiamo alcuna garanzia che l'informazione digitale durerà nel tempo, ma sappiamo che la pellicola lo farà, se adeguatamente conservata e curata.

La nostra industria, i nostri registi, si sono stretti attorno alla Kodak perché sappiamo che non possiamo permetterci di perderla, allo stesso modo in cui abbiamo perso molti altri produttori di pellicola. Questa notizia è un positivo passo avanti verso la conservazione dei film, della forma d'arte che amiamo".

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Martin Scorsese ha scritto questa lettera d’amore verso la pellicola cinematografica ma condividiamo tutto, parola per parola, anche per le pellicole fotografiche. Il discorso del celebre regista italo americano mi è piaciuto molto, è pacato, lucido e non ci sono estremismi o prese di posizione a priori, una riflessione intelligente che fa piacere leggere e che può essere uno spunto anche per noi fotografi.

Foto | da Flickr di pape
Fonte | indiewire

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