Selfie del macaco: la PETA chiede i diritti d'autore

Se il selfie è di un simpatico e intraprendente macaco, di chi sono i diritti d'autore della fotografia?

selfie macaco

Nuovi sviluppi nella vicenda del selfie del macaco, a scendere in campo questa volta è la PETA che ha presentato una querela a nome della scimmia, un macaco di 6 anni di nome Naruto che vive in Indonesia. La PETA sostiene che Naruto detiene il copyright legale delle foto e non il fotografo David Slater, secondo questa nuova istanza tutti i soldi ricavati dal selfie del macaco spettano alla scimmia.

Questa storia è davvero incredibile ammettiamolo, andando a spulciare nei cavilli legali è facile rendersi conto che venirne a capo è impossibile. La foto appartiene a chi ha acquistato la fotocamera, impostato i dati e sistemato tutto davanti alla scimmia oppure è di chi ha materialmente fatto click? E se fosse stato impostato l’autoscatto?

La PETA ci sta provando a portare i diritti del macaco agli estremi della legge ma ha davvero senso? Io adoro gli animali, nutro rispetto per loro e posso serenamente affermare che al macaco non importa nulla dei soldi, della foto e della causa legale, questo bisogno di diritti e presunta giustizia appartiene solo a noi umani.

Voi che ne pensate?

Fonte | petapixel

(Aggiornamento a cura di Serena Vasta)

Selfie del macaco e diritti d'autore della fotografia

(Aggiornamento 7 agosto 2014)

La secolare e controversa discussione sui diritti d'autore è sempre accesa e vigorosa, riuscendo ad investire di sfumature ambigue le controversie più delicate, che a quanto pare non risparmiano neanche la pratica dell'autoritratto, e quel selfie che inizia a spostare l'attenzione dall'indagine dell'identità a quella della socialità.

Sebbene non dovrebbero esserci grossi dubbi riguardo l'autore di un autoscatto, dal primo self accreditato a Robert Cornelius nel 1839, a quelli scattati dagli astronauti proiettati alla frontiera dello spazio e del futuro, la questione dei diritti sembra entrare in gioco quando lo stesso non è un essere umano ma un animale.

Un animale come l'intraprendente primate che nel 2011 ha 'preso in prestito' la macchina fotografica del fotografo naturalista britannico David Slater, per scattarsi un bel servizio di foto, rivelando al mondo intero la sua identità di raro esemplare di macaco nero crestato (Macaca nigra), bramato da studiosi ed appassionati, oltre che autore di un centinaio di scatti.

Macaca_nigra_self-portrait

Autoscatti anche simpatici e di buona qualità, che non hanno impiegato molto a fare il giro del mondo ed accrescere il loro valore, come quello sorridente finito insieme ad altre sulla celebre piattaforma Creative Commons di Wikipedia, che accordando i diritti degli scatti al macaco, e l'impossibilità per un animale di rivendicarli secondo la legge sul copyright degli Stati Uniti, riconosce le fotografie di dominio pubblico.

One-of-the-photos-taken-b-013

Dominio pubblico che impedisce al fotografo di ricavare profitto da foto scattate dalla scimmia ma pur sempre elaborate da lui, che lo hanno spinto a denunciare la condotta di Wikipedia, e l'ingente danno economico che gli sta procurando essere privato dei diritti su quelle fotografie, deciso a portare la questione sino in tribunale, nella speranza di cambiare la legge sul copyright, che a quanto pare sta rendendo "quasi insostenibile" anche la professione del fotografo naturalista.

Una questione tanto singolare quanto controversa, che aggiunge ulteriori sfumature anche alla questione già delicata del valore del selfie, e tutte quelle potenzialità eclettiche bramate anche dalla comunicazione pubblicitaria, dall'advertising commerciale alle campagne social, passando per la promozione dell'eccellenza della fotografica naturalistica del National Geographic.

Via | Wikipedia
Foto | Wikimedia

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