Enter Pyongyang: hyperlapse nella capitale della Corea del Nord 'off-limits'

In visita a Pyongyang, con un viaggio che si spinge sin nelle viscere della capitale della Corea del Nord, e oltre certi luoghi comuni di un paese off-limits.

Enter Pyongyang from JT Singh on Vimeo.

Per molti le vacanze sono imminenti, ma anche chi resta a lavoro può concedersi viaggi virtuali in grado di superare limiti e consuetudini, soprattutto quando la meta è la capitale della controversa Corea del Nord.

Un paese tagliato fuori dal mondo e occhi indiscreti, tra gli ultimi 'apparentemente' immuni al cambiamento, visitato a quanto pare da circa 6.000 turisti all'anno, ma sotto la stretta sorveglianza delle aziende turistiche governative, con un'etica del turismo probabilmente commisurata al regime dittatoriale che fa discutere il mondo, per le ripetute minacce di test nucleari, ma anche accuse di crimini contro l'umanità simili a quelle dei nazisti, stando ad una inchiesta delle Nazioni Unite.

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Salvo le foto autorizzate dai regimi governativi di questa Repubblica Democratica Popolare di Stato dell'Asia orientale, per molti Pyongyang resta quindi un vero enigma, anche se a sfatarne luoghi comuni di reclusione e arretratezza provvede l'interessante hyperlapse "Enter Pyongyang" frutto della collaborazione tra l'esperto di urban branding JT Singh e di prospettive urbane già apprezzate in passato Rob Whitworth, assistiti dall'agenzia locale Koryo Tours, e liberi di muoversi seppur soggetti alle stesse restrizioni previste per ogni turista straniero, al quale è vietato fotografare e riprendere cantieri, zone militari e poco sviluppate.

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L'invito ad esplorare una città poco vista, attraverso la quotidianità dei suoi tre milioni di abitanti (circa), che viaggiano al ritmo con un cambiamento che preserva le tradizioni culturali, lasciando convivere statue di vecchi leader e architetture futuristiche, viaggiando su filobus con tendine di merletto che separano l'autista dai passeggeri.

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Un viaggio sin dentro gli uffici, asettici e ordinati quanto i sotterranei della metropolitana, che sposta flussi di gente anonima sotto gli occhi vigili e onnipresenti di rigidi agenti in divisa, anche se le signore che controllano il traffico, di persone più che di veicoli, camminano sui tacchi di scarpe 'francesine' (sexy interpretazione femminile della classica scarpa da uomo) indossate con calzini corti (molto trendy).

Una città molto colorata, tanto pulita da sembrare surreale, e forse sin troppo ordinata, dalle strade alle piste di rollerblade, con un punto di vista insolito che lascia riflettere su tutto quello che ci sarebbe ancora da vedere, e forse su tutto quello che non ci lasciano ancora vedere, nonostante la Corea del Nord sia stata raggiunta anche dal servizio di navigazione satellitare Google Maps.

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