Nel regno delle ombre con gli ambrotipi di Emma Powell

Cogliere l’essenza di tutto quello che si annida nel labile confine tra reale e fantastico è dai primordi della fotografia tra gli obiettivi dei fotografi a caccia del soprannaturale, e di tecniche di stampa come l’ambrotipia, immortale già nelle origini del nome (dal greco ambrotos).

Per un corposo viaggio nell’evanescente con i primi, consiglio Fotografare gli spiriti di John Harvey edito da Bollati Boringhieri, per recuperare le suggestioni alchemiche della seconda invece, il modo nel quale continua ad ispirare il linguaggio di fotografi contemporanei come Emma Powell.

Un regno delle ombre sprigionato dalla chimica del collodio a contatto con il nitrato d'argento, su lastre di vetro sottoposte ad una lunga esposizione e tutta la luce responsabile del risultato finale, nel quale Emma Powell continua a scovare misteri e scoperte inaspettate.

Se poi ad appassionarvi sono le evoluzioni del processo di sviluppo in sé, quella progressiva e quasi magica apparizione dell’immagine che vi ipnotizza ogni volta che scattate una Polaroid, dopo il video iniziale, io darei una sbirciata anche a quello che segue.

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