A Parigi il Messico di Henri Cartier-Bresson e Paul Strand

Henri Cartier-Bresson e Paul Strand

Il teatro è il Messico, colto in più sprazzi di tempo tra il 1932 e il 1934. I registi, due grandi nomi della fotografia di tutti i tempi: il francese Henri Cartier-Bresson e l'americano Paul Strand. Il risultato, una mostra, attualmente ospitata alla Fondazione Henri Cartier-Bresson di Parigi fino al 22 aprile, per poi proseguire dal 13 maggio al 2 settembre 2012 nel Centro d'Arte Point du Jour di Cherbourg. Il loro incontro con il Messico avviene in cornici diverse.

Paul Strand ci finisce nell'autunno del 1932, durante una crisi personale, su invito di Carlos Chavez, responsabile della cultura presso il Ministero dell'Educazione locale. Poi questo strano paese, dall'aspetto meno inquietante di quanto immaginava, comincia a piacergli e l'attrazione è reciproca visto che in pochi mesi vi tiene un esposizione, viene nominato direttore delle attività fotografiche e cinematografiche e incaricato della realizzazione di una serie di lungometraggi, tra i quali "Redes", una docu-fiction sugli abitanti del villaggio di Alvarado. Ma come accade spesso il vento cambia, il governo cade e Strand ritorna negli Stati Uniti, dove qualche anno dopo pubblicherà un portfolio di venti incisioni fotografiche, realizzate proprio durante il periodo messicano, prima di rifugiarsi in Francia per sfuggire alla "caccia alle streghe" maccartista.

Henri Cartier-Bresson vi arriva nell'estate del 1934, in veste più ufficiale, al seguito della missione etnografica diretta dal Dottor Julio Brandan e sostenuta dal museo del Trocadero, per seguire la costruzione di una grande strada tra le due Americhe. Ma il progetto si arena, gli altri membri tornano in Francia e Cartier-Bresson decide di approfittarne per "fare un tour in compagnia della sua Leica". Nel 1935 espone al Palacio de Bellas Artes insieme al fotografo locale Manuel Alvarez Bravo. Nello stesso anno si apriranno anche per lui "le porte del nord", grazie al gallerista newyorkese Julien Levy, con il quale realizzerà il progetto "Documentary and Antigraphic photographs". Poi la virata cinematografica e l'incontro provvidenziale con Paul Strand, allora presidente del Frontier Film, gruppo di cineasti éngagé derivato da Nykino.

Un concentrato di punti di vista diversi che si mettono insieme naturalmente, come due poli elettrici che si cercano vicendevolmente realizzando la "più tridimensionale delle immagini". E quel che è ancora più sconvolgente è che questi due "sguardi", prima della loro "riunione contingente", non sono stati uniti da una volontà posteriore, ma da una specie di strana coincidenza di luoghi e di spazi.

Via | henricartierbresson.org

Henri Cartier-Bresson e Paul Strand
Henri Cartier-Bresson e Paul Strand
Henri Cartier-Bresson e Paul Strand
Henri Cartier-Bresson e Paul Strand
Henri Cartier-Bresson e Paul Strand
Henri Cartier-Bresson e Paul Strand
Henri Cartier-Bresson e Paul Strand

  • shares
  • Mail