L'obiettivo tra le zampe del leone con la LionCam di Steve Mandel

"Se le tue foto non sono abbastanza buone, non sei abbastanza vicino" - Robert Capa

Lion vs LionCam from Steve Mandel on Vimeo.

Al cospetto di madre natura siamo in grado di guadagnare prospettive sorprendenti, pur sapendo bene cosa si rischia ad avvicinarsi troppo, anche senza il triste ricordo di Robert Capa, mettendo a rischio l'attrezzatura fotografica e la vita.

Ovviamente quando la passione per la fotografia e il rispetto per la natura vengono calibrati da una buona dose di ingegno e impegno, anche le distanze si possono assottigliare, arrivando a sfiorare abbracci ed incontri 'molto intimi' con gli animali selvatici.

Il vista del suo viaggio in Kenya e del bisogno di avvicinarsi parecchio agli animali del Maasai Mara africano, Steve Mandel a messo a punto un piccolo assistente controllato a distanza, ispirato dal design della BettleCam costruita da Will Burrard-Lucas

"I redid the electronics inside and out, new transmitter system, added a CamRanger, and re-machined the cover attachment system."

Foto ravvicinate Leoni © Steve Mandel

Un perfetto strumento di indagine per consentire al fotografo naturalista statunitense di superare le normali distanze di sicurezza, consigliate anche a fotografi esperti ed apparecchiature fotografiche sofisticate, per riprendere e fotografare fauna selvatica.

Foto ravvicinate Leoni © Steve Mandel

Una sorta di LionCam arrivata tra le zampe del re della Savana, e a distanza ravvicinata di quei 'gattoni' che Steve Mandel ama fotografare e proteggere, al punto di battersi per la conservazione degli ultimi esemplari di leoni selvatici che popolano l'India con la Lions of Gir Foundation.

Il robot provvisto di obiettivo (Canon 5D Mark III) che ha permesso di effettuare la ripresa del video e gli scatti ravvicinati che arricchiscono questa gallery, ma non rendono certo giustizia a tutto quello trovate sul sito del fotografo o della Fondazione (seguite i link), resistendo a tentativi di abbraccio, assaggio e gioco, prima di immortalare la caduta (letteralmente) del Leone in un sonno profondo, come vi capiterà raramente di vedere ad una tale distanza.


La prossima prova sul campo potrebbe essere ancora più rischiosa per il piccolo e audace obiettivo pilotato a distanza da Mandel, soprattutto se, assecondando la richiesta avanzata da diverse ONG come Save the Elephants, dovrà avvicinarsi ad esemplari di grosse dimensioni, rischiando di rimanerne sopraffatto (o schiacciato) in un rapporto decisamente più svantaggiato di quello che il fotografo ha avuto il piacere di instaurare con i cuccioli.

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I was in Kenya to do some photography but I also do some work training wildlife conservation NGO management teams. One of them, Save the Elephants, asked me to try it out on elephants but warned me that an elephant might kick it or just crush it. They were just not sure. I didn’t get the opportunity to test it out on this trip but next trip to Africa I will. Now, where did I put that insurance policy? Hmmmm…

In ogni caso sembra tutto rimandato al prossimo viaggio in Africa e la ricerca della polizza di assicurazione, che potete monitorare anche attraverso il profilo Facebook del fotografo.

Foto | Foto leoni © Courtesy Steve Mandel

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