Dalla foto alla statua: le femministe contro la violenza del VJ-day in Times Square

Dall'euforia per la fine della guerra alla violenza nei confronti della donna, il "VJ-day in Times Square", fotografato da Alfred Eisenstaedt e scolpito da Seward Johnson scatenano la petizione delle femministe francesi.

Ogni bacio degno di questo nome scatena emozioni tanto forti da resistere al tempo e tutto quello che riescono a cogliere ed evocare le foto che li ritraggono, soprattutto quelle trasformate in simboli ed icone immortali della fine della guerra, come il celebre "V-J Day in Times Square" scattato da Alfred Eisenstaedt il 15 agosto 1945.

Uno scatto celebre che ritrae quel marinaio che abbraccia (con una tecnica di presa che non lascia scampo) e bacia l'infermiera, tanto famosi quanto misteriosi, immortalati anche nei 25 piedi (7,6 metri) di scultoreo "Unconditional Surrender" realizzata da J. Seward Johnson Jr., prestata al Caen Memorial Museum normanno per il 70° anniversario della fine della seconda guerra mondiale (nella foto a seguire in trasferta altrove).

Unconditional Surrender - Seward Johnson

Una 'resa incondizionata' di 13 tonnellate, che non ha mancato di infastidire le femministe francesi di Osez Le Féminisme (Il coraggio di essere femminista) spinte a lanciare una petizione per rispedire negli Stati Uniti la statua che "dovrebbe esprimere l'euforia della fine della seconda guerra mondiale, ed immortala un assalto, quindi in poche parole la violenza sessuale nei confronti della donna, inaccettabile per un luogo eretto come simbolo di pace.

“We cannot accept that the Caen Memorial erected a sexual assault as a symbol of peace. We therefore request the removal of this sculpture as soon as possible […] The sailor could have laughed with these women, hugged them, asked them if he could kiss them with joy. No, he chose to grab them with a firm hand to kiss them. It was an assault.”

V-J Day in Times Square

Una delle tante letture possibili della fotografia e della statua che immortalano l'incontro fortuito che ha attirato l'obiettivo della Leica Illa di Alfred Eisenstaedt nella piazza affollata dai festeggiamenti per la vittoria contro il Giappone e la fine della Seconda Guerra Mondiale.

In Times Square on V.J. Day I saw a sailor running along the street grabbing any and every girl in sight. Whether she was a grandmother, stout, thin, old, didn’t make a difference. I was running ahead of him with my Leica looking back over my shoulder but none of the pictures that were possible pleased me. Then suddenly, in a flash, I saw something white being grabbed. I turned around and clicked the moment the sailor kissed the nurse. - Alfred Eisenstaedt

L'abbraccio e il bacio dati dal marinaio Glenn McDuffie all'infermiera Greta Friedman, o meglio i protagonisti possibili di identità e storie rimaste ignote per oltre un trentennio e destinate a conservare ombre e misteri, insieme a diverse interpretazioni possibili di fatti, intenzioni ed emozioni che li ispirarono, con temperamenti (di soldati vincitori e infermiere grate ai loro salvatori della patria) nutriti dall'euforia spinta agli eccessi dalla fine di una lunga guerra.

Una lettura nutrita dalla consapevolezza delle sfumature violente che animano certe passioni e gesti impetuosi della società maschile nei confronti di quella femminile, risvegliando realtà e cliché che si estendono dall'universo maschile dei soldati a quello femminile delle infermiere.

Interpretazione sulla quale non sono in sintonia gli americani, quanto il direttore del museo Stephane Grimaldi, che replica citando la percezione lontana dall'aggressione riportata da Greta Friedman, solo una delle donne che nel corso del tempo hanno sostenuto di riconoscersi nella fotografia, ma a quanto pare ci sarebbe anche una donna austriaca che ha perso la sua famiglia nei campi di concentramento nazisti, a rivendicare quell'identità, trovando quel bacio per niente "romantico".

Foto 1 | Flickr
Foto 2 | © Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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