Global Photogaphy Europe: sfumature di spazio e paesaggio d’Europa

Global Photogaphy Europe porta in mostra le infinite sfumature del paesaggio d’Europa attraverso il concetto di spazio di 8 sguardi di diversi paesi.

Il cammino dai paesi europei a L'Unione Europea sembra ancora lungo e tortuoso, quanto appare difficile distinguere la dimensione di uno spazio comune attraverso le sfumature di paesi e mondi tanto diversi, per questo continente che prende il nome dalla mitologia greca di una creatura dai grandi occhi (video).

Approfittando dello sguardo di otto autori sul concetto di spazio da vivere, percorrere, attraversare o immaginare, Global Photogaphy Europe offre infatti un focus sulla “giovane” fotografia europea, utile a restituire le infinite sfumature del paesaggio d’Europa.

Un percorso che approfitta dei luoghi di passaggio e confine del Far Well Fany Stix di Daniel Augschoell (ITA) e l'architettura Brutal(e) dei luoghi di passaggio, transito e sosta di ogni genere di viaggiatore di Michal Luczack (PL).

Guarda lo spazio occupato dalla dissezioni dei corpi e dei legami letali dell'Amata di Sandra Vitaljic (HR); quello che anima il bosco perduto con Metsästä di Anne Golaz (CH), la folla solitaria del Masters of chaos di Joffrey Pleignet (F), o la messa a nudo degli Young British Naturists di Laura Pannack (UK).

Un viaggio che si sposta dai distretti urbani dove si vive accettando i problemi della vita di Home (Thuis). 52? 06’ 15’’ N // 05? 06’ 59’ fotografati da Lotte Sprengers (NL), ai frammenti di stelle e memorie in dialogo con l'ordinario e il sublime di Find a falling star Chapter 1: Stars Fell on Alabama con Regine Petersen (D).

Otto sguardi per Global Photogaphy Europe, a cura di Stefania Rössl e Massimo Sordi, con la produzione Savignano Immagini ICS - Istituzione Cultura Savignano in mostra alle Officine Fotografiche a Roma (via Giuseppe Libetta, 1) dal 14 novembre al 5 dicembre 2015.

Amata di Sandra Vitaljic
Dopo anni di ricerche dedicate ai delitti d’amore apparsi su quotidiani, riviste e in dossier di polizia, Sandra Vitaljic ha iniziato una singolare interpretazione dei drammi esistenziali narrati realizzando una serie di fotografie costruite su dissezioni di corpi conservati. Scoprendo oscure verità nascoste nell’intimo, un idioma anatomico-scientifico, le immagini prodotte ricordano le prove letali di questi legami. Parti smembrate si convertono allora in feticci, in foto- oggetti che “evocano doni dati in nome dell’amore – l’amore che è in sé così segnato dal tempo”, un amore spesso idealizzato.
Amata © Sandra Vitaljic (HR)

Far Well Fany Stix di Daniel Augschoell 
Far Well Fany Stix è il racconto di un luogo che appartiene sia a chi ci vive, sia a chi ci è passato e lo ha attraversato soltanto, anche velocemente, senza riuscire a comprenderlo fino in fondo. L’unica cosa che rimane è un immagine, una memoria, fatta di un’ immaterialità in continuo mutamento. Un luogo in cui il confine tra il passato e il presente pian piano svanisce, lasciando spazio ai giorni e ai mesi, eterni viaggiatori.
Far Well Fany Stix © Daniel Augschoell (IT)

Brutal di Michal Luczak  
La stazione ferroviaria di Katowice è il simbolo della modernità e dello sviluppo della nuova repubblica polacca. Solo dieci anni dopo la sua costruzione, l’edificio subisce un veloce processo di decadenza fino a diventare una vera e propria rovina nel cuore di una delle più importanti città della Polonia: un luogo di passaggio, di transito dei viaggiatori ma anche un luogo di sosta per coloro che utilizzano la stazione come la propria casa. L’edificio, ultimo esempio di architettura brutalista in Polonia, è stato abbattuto nel 2011.
 Brutal © Michal Luczak (PL)

Masters of chaos di Joffrey Pleignet
Le immagini ritraggono delle persone sole o in coppia, occultate dal buio della notte, rapite dalle fatiche e/o dall’alcol. Le posizioni dei corpi variano in funzione della stanchezza e della temperatura dell’ambiente. Gli individui, bloccati dal flash, sono assimilabili a delle specie di sculture.
Masters of chaos © Joffrey Pleignet (F)

Home (Thuis). 52? 06’ 15’’ N // 05? 06’ 59’’ di Lotte Sprengers
E La grande carenza di alloggi a seguito del periodo bellico ha portato il governo dei Paesi Bassi a costruire nel dopoguerra centinaia di migliaia di nuovi quartieri residenziali, riflesso di nuova società pensata come mescolanza delle differenti classi sociali. Oggi quei distretti urbani non rispecchiano più il tessuto della società originariamente insediata e sono additati dalla municipalità come luoghi poco sicuri. Affiancata dal sociologo urbano Thaddeus Müller, che dal 2008 al 2011 ha intervistato i residenti, Lotte Sprengers ha scoperto che per molti abitanti lo Staatsliedenbuurt è luogo piacevole da vivere. Home restituisce uno scorcio reale dell’insediamento, non un piano sulla carta o un terreno fertile per i problemi sociali, ma un luogo dove la gente vive accettando i problemi come un fatto della vita.
Home (Thuis) 52? 06’ 15’’ N // 05? 06’ 59’ © Lotte Sprengers (NL)

Metsästä di Anne Golaz
Fluttuando tra ambiente comune e straordinario, Anne Golaz propone un racconto a tratti autobiografico, che mescola finzione e documentazione. Ambientato nella foresta finlandese Metsästä narra una storia agghiacciante quanto incredibile vissuta da personaggi maschili ritratti come uomini a caccia di prede mancanti che si alternano a figure femminili, affascinanti icone e senza tempo. Le immagini in mostra, una selezione del lavoro complessivo, intendono comunicare l’espressione emotiva dell’autrice piuttosto che un processo documentale, un personale percorso iniziatico che si compie all’interno di un bosco perduto dove i soggetti ritratti sembrano sognati più che trovati.
Metsa?sta? Anne © Golaz (CH)

Young British Naturists di Laura Pannack 
Attraverso le immagini di un gruppo di giovani naturisti inglesi la Pannack supera quel sipario, solitamente riservato alla sfera privata delle persone, per indagare il tema della nudità come concetto ma anche come stato d’essere dell’uomo. Durante l’infanzia la nudità è ancora considerata naturale, un segno di purezza, non ancora contagiato da connotazioni sconvenienti che cominciano a fiorire, invece, nel periodo dell’adolescenza. Nelle opere in mostra la fotografa svela un modo di vivere che esprime allo stesso tempo innocenza, sessualità o purezza.
Young British Naturists  © Laura Pannack (UK)

Find a falling star Chapter 1: Stars Fell on Alabama di Regine Petersen
Il 30 settembre 1954 un meteorite cade su una casa a Sylacauga, in Alabama. Il fascino per i meteoriti porta la fotografa tedesca a compiere un viaggio nei luoghi e tra i documenti d’archivio, in cerca di possibili tracce lasciate dall’impatto di alcuni frammenti di stelle cadenti nelle case, nei deserti, nella vita dei testimoni visivi di questi avvenimenti. Le immagini in mostra non intendono proporre una ricostruzione di eventi ma una collezione di segni, un’investigazione sui concetti di tempo, di memoria e di storia; un tentativo di creare un dialogo tra l’ordinario e il sublime, di stabilire nuove relazioni tra soggetti e gli oggetti ritratti che rappresentano i segni del Tempo ma anche dell’Infinito.

Find a falling star Chapter 1 Stars Fell on Alabama © Regine Petersen (D)


Foto | Global Photogaphy Europe, Courtesy Officine Fotografiche Roma

  • shares
  • Mail