Amos Gitai e Gabriele Basilico per Strade/Ways che toccano la fotografia

Strade/Ways di Amos Gitai passa per la sala delle Cariatidi del Palazzo Reale di Milano con Gabriele Basilico e la fotografia che dialoga con altri linguaggi.

Intrecciando trame d'Oriente ed Occidente, insieme al profumo di culture, storie, persone passato e presente, vecchie tradizioni e nuovi linguaggi, Amos Gitai porta al sua voce critica e indipendente ben oltre i confini della settima arte con la mostra installazione Strade/Ways.

Un viaggio che trae ispirazione da tre film del regista per tre diversi percorsi che seguono fili di tappeti e parole, fotografie, elementi audiovisivi e sequenze cinematografice.

 Dal set del film Lullaby to my Father [foto Dan Bronfeld]

Percorsi che partono con “Lullaby to my father” (e gli scatti dal set), il film dedicato al padre architetto del Bauhaus Munio Weinraub, arrivato in Palestina dopo essere fuggito dalla persecuzioni razziali della Seconda Guerra Mondiale, dove ha svolto un ruolo decisivo nella nascita dell’architettura israeliana.

Continuare con la conversazione tra Gitai e il grande fotografo milanese Gabriele Basilico, sulla fotografia, l’architettura e gli scenari del road-movie Free Zone, dedicato ad un luogo/non luogo che raggiunsero insieme, incentrato sulla figura di una donna americana (Natalie Portman), un’israeliana (Hanna Lazslo) e una palestinese (Hiam Abbas) che si incontrano in una zona franca della Giordania.

Amos Gitai, Frontiera Iran-Turchia, 2011

Sino al terzo ed ultimo, che occupando l’intera sala delle Cariatidi del Palazzo Reale di Milano, ricostruisce il processo che porta alla nascita di Carpet, il nuovo film del regista, le cui riprese non sono ancora iniziate.

La pellicola racconterà la storia a ritroso di un tappeto, dalla casa d’asta dove è stato battuto fino al luogo della sua produzione, attraverso immagini di luoghi, paesaggi, popoli e persone raccolte lungo tutto il viaggio. In questa ambientazione, coinvolgente ed emozionante, alcuni straordinari tappeti, scelti da Moshe Tabibnia nella sua collezione, segneranno i passaggi dei luoghi, delle culture, delle storie e dei popoli che vivono e viaggiano tra il Mediterraneo e l’Oriente.

Amos Gitai, Cappadocia, Turchia, 2011

“Carpet propone un viaggio in diversi territori e rappresenta al contempo un oggetto concreto, ossia un bellissimo tappeto, frutto di tradizioni e abilità artigianali secolari, ma anche una metafora delle relazioni che nel corso dei secoli sono state intessute tra i popoli orientali nonché tra Oriente e Occidente”. Gitai


Foto | Strade/Ways di Amos Gitai, CLP

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