Postcards from Pripyat, Chernobyl, il documentario di Danny Cooke nelle zone radioattive

Danny Cooke presenta il trailer del documentario Postcards from Pripyat, Chernobyl, un lavoro fatto con fotocamera e drone


Fotografia e video si intrecciano sempre di più, sono molti i fotografi che grazie alle nuove fotocamere digitali si sono addentrati nel mondo del video, è stato quasi un processo naturale e devo dire che anche qui su Clickblog abbiamo visto lavori bellissimi tra video veri e propri e time lapse. Un lavoro molto bello che voglio mostrarvi è “Postcards from Pripyat, Chernobyl” di Danny Cooke.

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Danny Cooke è un giovane fotografo e regista inglese che ha realizzato un documentario su Chernobyl, 40 anni fa era una città come tante altre che conoscevano solo una parte delle persone sparse per il mondo, dal 26 aprile del 1986 Chernobyl è una città più che famosa e conosciuta a causa dell’incidente nucleare che ha sconvolto il mondo. Chernobyl si trova nella parte a nord dell'Ucraina e quando ci fu l’incidente la nube tossica radioattiva contaminò vaste aree intorno alla centrale fino a propagarsi in Europa.

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Le città intorno a Pripyat e in generale in tutta la zona di Chernobyl sono delle città fantasma in cui l’apparente pace e tranquillità nascondono in realtà un pericolo ancora oggi incredibile perché il materiale radioattivo sfuggito al controllo, pensate che quello ancora presente è in grado di uccidere una persona in pochi minuti. La cosa terrificante è che, con le tecnologie attuali, non siamo ancora in grado di mettere in sicurezza questo posto.

Danny Cooke ha realizzato un documentario di 60 minuti per la CBS News e quello che ci mostra è solo un piccolo estratto ma che ci fa capire benissimo com’è questo posto. Danny ha lavorato con una fotocamera e un drone per fare riprese dall’alto in sicurezza, senza esporsi a rischi inutili.

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In merito a questo lavoro Danny Cooke ha dichiarato:

"Chernobyl è uno dei luoghi più interessanti e pericolosi che ho visitato. Il disastro nucleare che si è verificato nel 1986 (un anno dopo la mia nascita) ha influenzato molte persone, tra cui la mia famiglia, che in quel tempo viveva in Italia. Non posso immaginare quanto sia stato terribile per le centinaia di migliaia di residenti locali che sono stati evacuati. Durante il mio soggiorno, ho incontrato un sacco di persone fantastiche, e uno di loro era la mia guida Eugene, noto anche come 'Stalker'. Abbiamo trascorso una settimana insieme, esplorando la centrale nucleare di Chernobyl e Pripyat, una città abbandonata che si trova lì vicino. Si sente qualcosa di sereno e inquietante allo stesso tempo in quel luogo. Il tempo si è fermato lì e stavamo circondati dai ricordi di eventi passati. Filmavo armato di una macchina fotografica e di un contatore di radioattività Geiger”.

Foto (dal video) di Danny Cooke
Fonte | fstoppers

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