Olympus OM-D E-M5: dov'è finito il rumore?

om-d front

C'è chi dice che non ci sia nulla da fare, quando si tratta della gestione del rumore Olympus sembra proprio non riuscire a stare al passo con i migliori competitor. Forum, recensioni e opinioni puntano il dito contro il sensore Quattro Terzi. Dimensioni troppo piccole, a quanto pare. Un limite che sembra essere insormontabile da quando questo è nato, ormai dieci anni fa. E poi? E poi a febbraio di quest'anno viene annunciata la OM-D E-M5. Ennesima mirrorless Olympus dotata dell'ennesimo sensore 12 Megapixel che fa da base per ogni Olympus reflex/mirrorless dal 2008? Non proprio.

E' chiaro come Olympus, con la denominazione OM-D, abbia voluto creare una serie di fotocamere del tutto nuove (di passata ispirazione) che possa chiaramente distaccarsi dalla linea PEN. L'impostazione è quella di una mirrorless all'avanguardia, decisamente più evoluta rispetto alle mirrorless prodotte fino ad ora dallo storico marchio. Mirino elettronico da 1.44 Megapixel con refresh da 120fps, raffica a 9fps, quello che viene descritto come l'autofocus più veloce al mondo: tanta tecnologia deve però essere solo il ricco contorno di un sensore che possa davvero essere all'altezza delle richieste attuali. E' davvero così?

Ed ecco che su dpreview si inciampa nei sample in studio di un esemplare definitivo di OM-D E-M5. Incuriositi si impostano gli ISO ad un valore pari a 3200, lì dove già il sensore Olympus Live MOS da 12 Megapixel arranca, e succede qualcosa di inaspettato: dov'è finito il rumore? E' davvero un sensore Quattro Terzi?

Sì, è un sensore Quattro Terzi Live MOS da 16 Megapixel, e ci si chiede perchè sia arrivato solo ora. Basta dare un'occhiata al confronto qui sotto, sempre basato sui sample in studio di dpreview per realizzare da soli quanto questo sensore sia dettagliato anche a valori ISO che fino a qualche mese fa erano impensabili per qualsiasi reflex o mirrorless Olympus.

test rumore olympus om-d

Non solo il .jpg risulta essere già di ottima qualità così come elaborato dalla fotocamera, ma è anche più dettagliato di quello sviluppato da sensori da 20 o 24 Megapixel come quelli della Samsung NX200 e della Sony NEX-7. E' sufficiente osservare la scritta thursday per capire come il contrasto sia nettamente più elevato, il resto dell'immagine poi si giudica da sola: sembra che la OM-D appartenga a un'altra categoria, quando per prezzo dovrebbe invece essere pari a quello della Sony.

Dei semplici sample che potrebbero significare tanto, tantissimo per il rilancio di un marchio che in quest'ultima decade ha sofferto la mancanza di prodotti in grado di competere su tutta la linea con i giganti della fotografia digitale. Ora sta a Olympus saper portare la OM-D E-M5 tra i grandi, e riuscire a soddisfare (finalmente) le richieste di un mercato che guarda sempre di più agli ISO, oltre che ai Megapixel.

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