I fotografi maleducati sono banditi dai templi giapponesi

Per colpa di molti fotografi maleducati in vari templi giapponesi non si può più fotografare


Molti fotografi quando prendono in mano una macchina fotografica tendono a dimenticarsi della buona educazione, succede da sempre, non è certo una novità del digitale, ma forse le nuove tecnologie hanno contribuito ad amplificare il problema. Quando si viaggia all’Estero e si visitano posti particolari bisogna sempre rispettare i luoghi e le persone che abbiamo di fronte. A causa della maleducazione di molti fotografi in molti templi giapponesi è vietato fotografare.

Secondo quanto riportato da Naver Matome e da una ricerca dell’Hotel Kyoto in molti templi buddisti di Kyoto sta diventando sempre più difficile conciliare le esigenze e la spiritualità dei pellegrini con la maleducazione dei fotografi, pertanto i responsabili hanno deciso di vietare le foto, non per sempre o non ovunque, probabilmente si tratta di una strategia temporanea per scoraggiare le persone che non mostrano rispetto verso questi luoghi che, prima di ogni cosa, sono posti sacri e di preghiera.

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Pare che in alcuni casi i fotografi abbiano addirittura intralciato il passaggio dei pellegrini sulle passerelle con i treppiedi e l’attrezzatura oppure che vadano nelle zone dei giardini non ammesse al pubblico che avere inquadrature più particolari e spettacolari. Mi rendo conto che il Giappone non è esattamente dietro l’angolo, che spesso sono viaggi che si fanno una volta nella vita, che queste piccole prepotenze spesso sono involontarie e inconsapevoli però… bisogna fare attenzione.

Al momento hanno preso provvedimenti i templi Genko, Hosen, Daigo-ji (che è patrimonio mondiale) e il Jizo o “bamboo temple”. I divieti cambiano in base al luogo, al periodo dell’anno e alle zone. La buona educazione è sempre la carta vincente, se avete dubbi o desiderate scattare una foto, chiedete con gentilezza.

Nessuna foto vale il calpestamento di un giardino sacro.

Fonte | petapixel

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