Michel du Cille è morto, addio al fotoreporter vincitore di tre premi Pulitzer

Durante un reportage in Liberia sui malati di ebola, il grande fotografo americano Michel du Cille è morto stroncato da un infarto


Il mondo della fotografia saluta uno dei più grandi fotoreporter del mondo, è morto Michel du Cille, un fotografo bravissimo e talentuoso che nella lunga e avventurosa carriera ha vinto per tre volte il premio Pulitzer per la fotografia. Michel du Cille si trovava in Liberia per un reportage sull'epidemia di ebola, ma non è stata questa malattia ad ucciderlo, ha avuto un infarto e purtroppo non c’è stato nulla da fare, nonostante la corsa verso l’ospedale più vicino, il fotografo è deceduto durante il tragitto.

Michel du Cille stava tornando alla sua base da un villaggio vicino dove stava fotografando i malati di ebola, un epidemia gravissima che ha già ucciso circa 6.400 morti ma ce ne sono tanti altri che combattono tra la vita e la morte attaccati a tubi e alla speranza di farmaci sperimentali.

Michel du Cille

Michel du Cille aveva raccontato sul Washington Post la sua esperienza con il virus ebola, spiegandone l’approccio fotografico, l’impatto sociale e la paura di un’epidemia che non ha più confini geografici. Ecco cosa ha scritto:

"Sono stato sempre orgoglioso nei miei oltre 40 anni di carriera come fotogiornalista dell'offrire dignità ai soggetti che fotografo, specialmente quelli che sono malati o in difficoltà di fronte a una fotocamera. Il mio recente lavoro in Liberia è stata una sfida per me. Il rispetto è una delle ultime e uniche cose che il mondo può offrire a un persona che è morta o sta per morire. Ma la fotocamera stessa a volte sembra un tradimento di quella dignità che si spera di offrire (...) Come si dà dignità all'immagine di una donna che è morta e giace a terra, ignorata, non coperta e sola mentre la gente passa, o solo guarda da lontano? Ma credo che il mondo debba vedere gli effetti orribili e disumani dell'Ebola. La storia va raccontata, così andiamo in giro con dolcezza e evitando intrusioni estreme (...) Raccontare Ebola vuol dire essere vicini, a distanza di scatto, con la devastazione del virus. Questo lavoro mi ha portato faccia a faccia con un altro aspetto dis-umanizzante del virus: la paura. Sapendo che un pericolo silenzioso si nasconde in una persona infetta da Ebola, un semplice tocco può farci ammalare. In Monrovia, dove è passato due settimane, la paura è sempre presente. Tra la gente, e tra i fotografi".

Il destino di Michel du Cille è stato diverso, è morto per un attacco cardiaco e purtroppo si trovava a due ore all’ospedale più vicino, troppo lontano per poter sfuggire all’infarto che lo stava uccidendo. Michel du Cille è un grande fotoreporter che ha iniziato la sua carriera sin da giovanissimo, ha vinto due premi Pulitzer con il giornale Miami Herald: nel 1986 con un reportage sull'eruzione del vulcano Nevado del Ruiz e nel 1988 con un lavoro incentrato sul crack a Miami. Nel 1988 inizia a lavorare per il Washington Post e 10 anni dopo, nel 2008, vince il terzo Pulitzer della sua carriera con un lavoro sulla cura dei veterani di guerra negli Stati Uniti fatto in collaborazione con i reporter Dana Priest e Anne Hull con cui si è aggiudicato il Pulitzer per il Public service.

Il modo migliore per salutare un grande fotografo è tramite le sue immagini che potete vedere qui, ma anche qui dove c’è qualche scatto sull’ebola, sul sito pulitzer.org potete invece ammirare il reportage sui veterani che gli è valso il premio.

Foto | twitter

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