La foto della donna afgana con le gambe scoperte per le strade di Kabul

Il giornalista Hayat Ensafi ha scattato delle foto ad una donna afgana con le gambe scoperte che paseggiava per le strade di Kabul, immagini forti che raccontano un gesto di libertà

Le fotografie migliori non sono quasi mai quelle più belle o quelle perfette, non sono quelle decise a tavolino e scattate come un esercizio di stile, quelle migliori (per come la vedo io) sono le foto in cui si racconta una storia, quando in uno scatto si riesce a inserire una vita, un sentimento, un ciclo, un qualcosa che buca lo schermo e la carta e arriva dritta nei nostri cuori. Da qualche giorno girano in rete delle foto di una donna afgana con le gambe scoperte che passeggia per le strade di Kabul, scatti mossi e sfocati che non rispettano nessuna regola ma che, in qualche modo, sono testimoni del nostro tempo, della voglia di cambiamento e di chi è stufo di seguire regole assurde.

donna afgana con le gambe scoperte per le strade di Kabul

Le foto in questione sono state scattate da Hayat Ensafi, un giornalista di Kabul, che le ha pubblicate sul suo profilo Facebook ma sono sparite poco dopo. Non possiamo essere certi che non si tratti di un fake o di una bufala ben costruita ma, mi piace credere che sia vero, che questa sconosciuta abbia passeggiato davvero con le gambe scoperte per le strade di Kabul dove le donne hanno l’obbligo di coprirsi dalla testa ai piedi.

La foto è stata scattata per curiosità, Hayat Ensafi ha dichiarato alla BBC “Ho scattato perché non avevo mai visto una donna vestita in questo modo per le strade della città”. La cosa che fa riflettere è che un abbigliamento del genere, negli anni ’60 e ’70, era normale, adesso invece i talebani hanno imposto alle donne i burqa blu che le copre dalla testa ai piedi e non lascia intravedere nulla, è come se in qualche modo le annullasse.

La reazione è stata forte, molte donne sostengono la scelta di vestirsi come si vuole perché il corpo non appartiene a nessun altro se non a noi stessi, altre invece hanno preso le distanze. La reazione degli uomini è stata più dura, e anche scontata, ed hanno attaccato la donna dicendo che in un paese musulmano non si possono tollerare questi atteggiamenti.

L’identità della ragazza è sconosciuta, non sappiamo se è stato un gesto di sfida isolato o l’inizio di qualcosa, un gesto per sensibilizzare le altre donne o per denunciare le condizioni di Kabul nel resto del mondo. Non sappiamo neanche se la foto sia stata fatta per denunciare un gesto da condannare o per documentare un cambiamento.

Quello che è certo è che questa è una foto che racconta, che ci fa interrogare e ci costringe a documentarci, a capire le ragioni, il contesto e il luogo. È una foto intensa che racconta una vita e un mondo.

Fonte | nypost

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: