Strage di bambini in Pakistan, preghiere e commemorazioni (foto)

Preghiere, candele e commemorazioni in Pakistan dopo la strage di bambini nella scuola militare di Peshawar


La strage dei bambini in Pakistan è stato uno dei attentati più gravi e crudeli degli ultimi anni, un crimine cattivo e scorretto perché attaccare una scuola piena di bambini non è un combattimento ad armi pari, si va a colpire chi non ha armi per difendersi e maturità per capire. I bambini sono bambini sempre, in qualsiasi posto del mondo si trovino a vivere e in qualsiasi condizione.

Pakistan candele


L’attentato è stato rivendicato dai talebani del Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP) che hanno deciso di attaccare una scuola pubblica in Peshawar gestita dai militari, hanno sparato per 9 ore e alla fine di questa follia il bilancio provvisorio è stato di 141 persone, di cui ben 132 bambini e adolescenti. I feriti sono invece sono 124 di cui 121 minori.

Pakistan preghiere bambini

Parlare di queste stragi dal punto di vista fotografico non è semplice e credo non sia neanche rispettoso nei confronti del dolore che hanno provato e stanno provando a Peshawar, quindi togliamoci dagli occhi le immagini dei morti e del sangue e proviamo a metterci a fianco dei pakistani, a pregare con loro e a vedere come ha reagito la popolazione.

Pakistan candele e commemorazioni

Le fotografie che vi propongo sono le immagini delle commemorazioni che ci sono state dopo la strage, i gesti di solidarietà e di speranza, il trovare la forza di reagire con le preghiere credendo fortemente in qualcosa di superiore. Le foto sono toccanti e si possono vedere i bambini sopravvissuti che pregano per i coetanei defunti, le donne che accendono le candele, le processioni silenziose per ricordare e celebrare chi non c’è più.

Pakistan commemorazione e preghiere

Momenti come questi vanno raccontati perché è giusto lasciare che siano le foto a parlare, a mostrare al mondo la reazione di un popolo, ma sono immagini delicate che, anche chi scatta, fa senza essere invadente, senza sfruttare il dolore.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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