Canon iris watermark: quando il copyright diventa biologico

Canon Logo Come ho già accennato ieri, il watermark digitale sembra la soluzione migliore per scendere ad un ottimo compromesso tra visibilità e sicurezza del proprio lavoro su internet. Verso il continuo miglioramento di questa tecnologia si stanno muovendo diverse aziende, ottenendo anche buoni risultati, che però faticano ancora a dare assoluta sicurezza in un campo, quello informatico, dove posto un divieto il giorno dopo si trova modo per aggirarlo. Arriva però da Canon un brevetto davvero particolare, che potrebbe far passare il sistema dei watermarks digitali ad un nuovo livello: il watermark biologico. Come è noto, diverse parti del corpo umano si comportano come le impronte digitali, cioè sono uniche per ogni individuo.

Una di queste è l'iride e proprio su questo organo è basato il brevetto di Canon: usare come watermark per le immagini l'iride del fotografo. Nel brevetto il processo è tanto rivoluzionario quanto semplice. E' necessario regolare la ghiera della fotocamera su REG. avvicinare l'occhio al mirino, guardare nel punto di regolazione, premere il pulsante di scatto ed è fatta. Ci penserà poi la fotocamera, in batch, ad aggiungere il watermark preregistrato in modo da non rallentare eccessivamente la scrittura dei dati sul supporto di memoria.

Ovviamente è previsto che la fotocamera possa registrare più di un iride nel caso sia condivisa con diversi fotografi. Inutile dire che questa novità (che ricordiamo è ancora a livello di brevetto) ha già messo in fermento il mondo della fotografia. Per ulteriori opinioni sulla validità di questa idea lascio la parola a voi lettori.

Via | PhotographyBay.com

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