La storia dietro lo scatto senza Photoshop di Cindy Crawford

La foto non condivisa da Cindy Crawford, dal corpo senza Photoshop al messaggio veicolato dalle aspettative delle quali investiamo le immagini

A poche settimane dalla discussione accesa dai presunti interventi di ritocco operati su Justin Bieber, testimonial della campagna pubblicitaria Jeans e Underwear di Calvin Klein per la primavera estate 2015, Photoshop torna protagonista di riflessioni sull'immaginario di corpi e messaggi, con la fotografia visibilmente senza veli e ritocchi di Cindy Crawford.

Uno scatto della Top model americana condiviso dalla giornalista britannica Charlene White, come l'anteprima di quanto vedremo su Marie Claire USA del prossimo aprile.

Lo scatto di una top model che si prepara a festeggiare i suoi primi 49 anni (20 febbraio 1966), con un patrimonio sostanzioso quanto l'immaginario conquistato alternando provocazioni sexy a messaggi sociali, che non ha tardato a dividere gli sguardi tra ammirati e sospettosi, estimatori dalla nuova sfumatura del suo fascino 'coraggioso' a prova di rilassamenti e cellulite, e chi dubita della 'buona fede' dell'operazione.

Una foto che continua a far discutere anche dopo aver appreso dalla stessa rivista che, si tratterebbe di una delle immagini non utilizzate per un editoriale (molto patinato e ritoccato) apparso su Marie Claire Messico e America Latina di dicembre 2013 (anche nel video), non sarà sul numero di Aprile e soprattutto non sarebbe stata veicolata per volontà della modella..

In realtà (che è una cosa molto diversa dalla verità), indipendentemente dalle intenzioni, il messaggio che ha finito per veicolare l'immagine si nutre del nostro rapporto di amore-odio con Photoshop e dell'immaginario di una vera icona degli anni novanta.

Una super modella con un corpo da urlo e una testa ben salda sulle spalle, passata dagli studi di ingegneria chimica al mondo della moda, dai calendari sexy e i servizi provocanti con popolari personaggi gay come k.d. Lang, della prima top-model che ha posato nuda per Playboy, a film, video musicali e documentari dell'ambasciatrice del colosso svizzero Omega da diversi anni.

Documentari come "Hospital in the Sky" appena presentato a New York, che porta l'ambasciatore Omega in Perù con la figlia adolescente, per condividere con milioni di sguardi, la missione di beneficenza itinerante del leader mondiale ONG Orbis, pronto a combatte la cecità del mondo portando dove serve il suo team di medici volontari.

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"I really think—at any age—it's about learning to be comfortable in your own skin, which is a lot easier said than done. For me, that's doing the kind of work I like, being in a good relationship, being the kind of mother I want to be—and taking care of myself. Knowing, for instance, I can't really drink wine anymore. Sometimes, not every time, it makes me puffy. Last night, we were out for dinner and I did not have a glass of wine. I had a glass of tequila—because that doesn't make me puffy. Though I didn't have three tequilas," she says, laughing. "Making those choices gives me more confidence."

La stessa testimonial Omega, passata dalle campagne sexy con orologio al polso a quelle che la ritraggono mentre abbraccia un orsacchiotto. La modella con la voglia di star bene nella propria pelle a qualsiasi età, rafforzando il fascino fornito dalla fiducia con le scelte (e rinunce), ma anche la madre desiderosa di dare il buon esempio alla figlia adolescente (e magari anche a noi).

"I was never one of the skinny skinny girls who could eat whatever they wanted, so I certainly exercise and try to eat right. But at the same time, I try to be a good role model for my daughter in terms of just accepting myself, not saying 'Does this make me look fat?' or 'I can't eat that' or 'I'm on a diet.' I just trying to lead by example. If we go out for ice cream I'm not going to not have any, I'm just going to have the baby-size cone. I don't want her to think that taking care of yourself means depriving yourself and not having fun."

Perle di saggezza che condivide volentieri attraverso interviste, aspettando il libro edito da Rizzoli in autunno, con 50 immagini iconiche accompagnate da 50 saggi sulle varie lezioni di vita che la Crawford ha imparato, dalla sua infanzia in Illinois ad oggi, aspettando di festeggiare il 50° compleanno nel 2016.

Quello che invece c'è sempre tempo di imparare è l'attitudine a spingersi oltre le aspettative delle quali investiamo le immagini.

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