Birthday Suit: il fotografo è nudo

Birthday Suit

Birthday Suit è un progetto fotografico, molto particolare, di Pablo Chiereghin. In cosa consiste? Molto semplice: è il fotografo ad essere nudo; Birthday Suit è infatti un'espressione inglese molto bella che serve ad indicare la nudità. Pablo e il suo staff hanno lavorato 12 dodici ore nel quartiere inglese di Soho per ottenere 100 scatti di altrettanti modelli. L'idea ha suscitato interesse e curiosità tanto da diventare trailer della trasmissione Report di RaiTre. E noi abbiamo 'interrogato' Pablo, per conoscere qualche curiosità e qualche aneddoto.

Come mai questa idea di fotografare nudo? Qual è stata la molla?
Tutti i miei progetti iniziano da un'idea. L'ispirazione per Birthday Suit é principalmente legata al mondo dei media e alla consapevole invasione dell'intimità personale. Birthday Suit prende spunto da un serie di inversioni concettuali. Chi usa il medium ha un potere di riprendere una situazione, di essere osservatore della realtà. Chi é fotografato in genere é parte di una azione e si trova in una posizione di "vittima sacrificale" del messaggio trasmesso. Ecco Birthday Suit é il ribaltamento del rapporto con lo spettatore e della relazione voyeristica che con lui stabilisce. Nudo dietro all'obiettivo, a ritrarre un modello che, vestito, accetta consapevolmente di farsi fotografare. Questa inversione di ruoli fra modello che osserva e artista osservato provoca una sorta di cortocircuito delle attese e mostra attraverso il volto dei passanti/modelli come il fotografo possa interagire col soggetto e agire sulla fotografia stessa, invadendo l'immagine che ritrae.

Qualche aneddoto dai. Quali sono state le reazioni più curiose? Hai corso qualche pericolo? :)
Aneddoti ce ne sono un bel po'... sai sono stato abbastanza coraggioso, Soho e' uno dei quartieri piu' trasgressivi di Londra. Beh, é successo che un tipo entra nella tenda che copre la vetrina e dopo il 1 scatto inizia a spogliarsi e rimane senza t-shirt sorridente e soddisfatto davanti a me. Un altro entrando si e' completamente coperto con sciarpa e berretto, io all'inizio mi sono rifiutato di fotografarlo e poi invece ho capito che non tutte le reazioni alla nudità sono le stesse e che se lui provava soddisfazione nel fare il voyer io dovevo comunque portare a casa lo scatto. Poi una persona anziana non ha trovato la mia idea molto interessante e ha cominciato a strappare la tenda con il rischio di una over-esposizione, ma poi si é allontanato... Poi le donne, quelle che imbarazzate iniziavano a guardare un punto fisso lontano da me, quelle che si coprivano il volto, quelle che ridevano, quelle che avevano una piccola luce negli occhi, quelle che magari non erano un gran che impressionate. La reazione più bella però di una mamma italiana che entrata dopo la figlia inizia a dire "però un bel ragazzo bello,bello bello. Pulito, bello, bella bella idea" mi ha sorriso come avrebbe fatto una mamma e poi ha mandato il marito.

La ragazza che appare nella tua homepage (e qui sopra) sembra molto interessata. C'è qualcosa che la attrae?
Beh lei e' bellissima, la conosco solo attraverso quel piccolo contatto visivo ma é rimasta una sconosciuta e non ci ho mai scambiato una parola.. beh diciamo che, una volta perso l'imbarazzo iniziale, mi faceva piacere avere un bel pubblico. In quel frangente e' comunque difficile avere un contatto diverso da quello visivo, io poi tentavo di guardare gli spettatori solo attraverso l'obiettivo basculante della mia Mamija. Comunque posso dire una mezza bugia? La foto é nella mia home page solo perché e' una bella foto.

Torniamo seri. Immagino che tu abbia fatto firmare delle liberatorie. Come si sono comportati i soggetti fotografati? In quanti hanno rifiutato di apparire?
L'iter per partecipare al progetto era abbastanza strutturato. I miei collaboratori erano all'esterno della vetrina e presentavano il progetto. Lo spettatore che decideva di partecipare firmava la liberatoria e veniva pagato con una piccola bustina firmata e numerata contenente la spiegazione del progetto e 1£ e 13pennies, stipendio medio inglese moltiplicato per tempo perso 6 min, e ancora moltiplicato per il coefficiente di povertà dell'artista. Tutti quelli che sono entrati sotto la tenda che copriva la vetrina hanno firmato la liberatoria. Non so dire in quanti non abbiano partecipato al progetto perché volevano tutelare la loro immagine posso solo dire che il progetto é durato 6 giorni per circa 2 ore al giorno. In questo tempo ho scattato più di 100 soggetti. Io pensavo di riuscirne a fare solo la metà.

Meglio le donne oppure gli uomini?
Meglio le donne credo, anche se certe espressioni maschili hanno un fascino particolare. Ma la distinzione di genere è un po' riduttiva sia per l'etereogenità degli orientamenti sessuali sia perché il progetto in se stesso non aveva come obbiettivo la ricerca di reazioni connesse alla sessualità o all'attrazione sessuale ma voleva giocare sulla nudità intesa come forma essenziale dell'apparire, ovvero presentare l'uomo, come dice il titolo Birthday Suit, col suo "vestito di nascita" .

Cosa ti frulla in testa per il futuro? Qualche altra idea a sorpresa? Qualcosa di innovativo?
Beh ora sto promuovendo Birthday Suit. Sto lavorando su Vienna ma mi piacerebbe avere la possibilità di esporre questi ritratti di grande formato in uno spazio espositivo in Italia, magari a Roma, cavalcando il fatto che sono da poco diventati i volti della pubblicità di Report su RAI 3. Per quanto riguarda il futuro, ho gia' molte idee, oltre ad un nuovo progetto di ritratto, vorrei approfondire le caratteristiche della vita di città nei singoli individui. Vorrei riuscire a descrivere l'anomia che si crea nel rapporto con gli altri e con la società interpretando, attraverso una serie di foto architettoniche, la contiguità spaziale come distanza sociale. Sembra difficile, ma anche Birthday Suit ha avuto le sue sfide...

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