Fotografia nel cinema: una top five da American Photo

Blow-Up Locandina American Photo dedica il suo speciale bimestrale di marzo\aprile al rapporto tra fotografia e cinema. Un rapporto complesso e prolifico, in cui queste due arti si sono vicendevolmente compenetrate e assorbite in un continuo gioco di necessità e vicendevoli rimandi. Ma quali sono i film che maggiormente hanno parlato o si sono ispirati alla fotografia? American Photo ci propone una classifica, vediamo insieme la top five:

Al 5° posto troviamo Apocalipse Now (1979): "Non sono sicuro di poter dire che questo film riguardi la fotografia, perché non riesco a dire chiaramente quale sia il suo argomento principale. Si, ci sono immagini indelebili che si susseguono l'una dopo l'altra, immagini che in qualche modo legano insieme una trama in molti punti slegata. Ma per me questo film si condensa in una serie di performance che si autostengono. Tra le quali ricordo quella di Dennis Hopper che interpreta un fotogiornalista, pazzo come la guerra in cui si è perduto. Nonostante questo, lui, come tutti i fotografi, è sia un osservatore che un oracolo."

Al 4° posto abbiamo "Eyes of Laura Mars" (1978): "Non funziona come film di suspense anche se avrebbe dovuto esserlo. (Breve trama: Laura Mars è una famosa fotografa che ha sviluppato un sesto senso che le permette di "vedere" i suoi amici mentre sono seguiti e poi uccisi) e la metafora del fotografo che sviluppa una seconda vista, prosciuga più energia di quella che crea. Ma il film ha il merito di catturare alla perfezione la scena della moda a New York durante l'era della "disco". Le parti più scioccanti sono quelle in cui si rimanda alla fotografia di Helmut Newton e Chris von Wangenheim, che ci danno un testamento puramente visuale del potere creativo di sesso e violenza."

In zona podio al 3° posto si posiziona "Funny Face" (1957): "Quando era giovane Richard Avedon disse una volta che la sua vera ambizione fosse quella di essere Fred Astaire. In questo musical è Astaire che recita Avedon o, per essere precisi, un fotografo di moda chiamato Dick Avery. Lo stesso Avedon ha scattato le fotografie che si vedono nel film. Uno sguardo elegante in un epoca ancora più elegante.

Al 2° posto (anche se per me avrebbe meritato il primo) troviamo Blow-Up (1966): "La traiettoria culturale che inizia dalla moda che osserviamo in Funny Face e finisce in quella che osserviamo in Laura Mars passa per questo film di Michelangelo Antonioni. David Hemmings recita la parte di un giovane fotografo di moda che vive la swinging London degli anni '60 e che diventa ossessionato da un omicidio che, forse, ha accidentalmente fotografato. Qui la seconda vista del fotografo diventa sospetta e il significato che sta dietro le sue immagini si fa impenetrabile e incomprensibile.

E al 1° posto, rullo di tamburi, Rear Window (1954): "Niente dubbi, questo è il miglior film che parla di fotografia e fotografi e che funziona ad ogni livello. James Stewart recita il ruolo di un fotografo di Life magazine ferito e privato dei suoi poteri (sia quelli creativi che sessuali, anche se la distinzione non è chiara). Confinato nel suo appartamento e torturato dalla noia non gli resta che diventare un voyeur, spiando i suoi dirimpettai con un potente zoom. La sua ossessione però lo redimerà nel momento in cui penserà di aver visto un omicidio, e il potere della fotografia di chiarire i sogni sarà proclamato quando Grace Kelly dirà a Stewart : "Dimmi tutto quello che hai visto e cosa pensi voglia significare."

Secondo voi invece, qual'è il miglior film che parla di fotografia? C'è un film che non è entrato in classifica ma che secondo voi merita? Attendiamo i vostri commenti.

Via | American Photo

  • shares
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina: