Shadi Ghadirian. The Other Me a Milano

Uno sguardo a tradizioni e contraddizioni dell'Iran moderno, attraverso l'universo femminile islamico fotografato da Shadi Ghadirian

Tra tutti gli sguardi che si preparano a 'nutrire Milano' in tempi di Esposizione Universale, c'è anche quello che fotografa le contraddizioni dell’Iran moderno, diviso tra tradizione e modernità, attraverso l'universo velato delle sue donne islamiche inquadrate da Shadi Ghadirian.

Una figlia di Teheran (1974) e delle rivoluzione iraniana, cresciuta con hijab (che non era obbligatorio in pubblico prima della rivoluzione), le atrocità della sanguinosa guerra contro l’Iraq (1980-1988) e la tradizione culturale del suo paese scoperta all'Università di Azad, dove studiando e lavorando è stata tra i primi a laurearsi in fotografia con una tesi sul Qajar (1998).

Shadi Ghadirian, Qajar #11, 1998 c-print, 90x60 cm Courtesy l’artista e Officine dell’Immagine, Milano

Un progetto fotografico che ricostruisce le ambientazioni tipiche della Dinastia Qajar che ha regnato in Iran per circa 150 anni (1794-1925) e collezionato fotografie dell'affollato hirim (500 mogli e comcubine) dello Shah Naser al-Din (tornato dalla Francia con una macchina fotografica), aggiungendo oggetti "proibiti" alle donne nate durante la rivoluzione.

Istantanee di una condizione femminile senza tempo, in bilico tra passato e presente, che 'riflette' libri censurati negli specchi, latine di birra in un cesto, telefoni sul tavolino e radio sulla spalla, insieme al ritratto di un paese che non può sfuggire al modernismo spacciato al mercato nero e allo sguardo di giovani donne musulmane che guardano avanti e non in basso.

Shadi Ghadirian, Like Everyday #5, 2002 Digital print, 50x50 cm Courtesy l'artista e Officine dell’Immagine, Milano

Il primo progetto di una donna iraniana che vivendo e fotografando le contraddizioni del suo paese, spostandosi con il collega fotografo Peyman Hooshmandzadeh, ha iniziato a riflettere sugli accessori (in gran parte regali di nozze) che ridefiniscono ruolo e identità delle 'mogli' con Like Everyday (2002).

Ritratti femminili con il corpo celato dai tipici chador floreali indossati 'dentro casa', il volto e l'identità mascherato da pentole, ferri da stiro, stoviglie e utensili del quotidiano di una moglie, in gran parte sconosciuti alla donna che vive in famiglia con genitori, nonni e zii che pensano a tutto.

 Shadi Ghadirian, Nil, Nil #4, 2008 c-print, 114x76 cm Courtesy l’artista e Officine dell’Immagine, Milano

Istantanee di paradossi che nutrono il quotidiano di Nil, Nil (2008), portando la guerra a tavola con un pugnale militare, nella fruttiera con una granata, tra la fine porcellana della colazione con una borraccia da campo.

Il quotidiano delle donne che anelano luce e libertà, mentre tessono (convivono con) le trame della fitta ragnatela di tradizioni nella quale sono imprigionate nell’intimità delle mura domestiche, come le farfalle dell'antica favola iraniana alla quale si ispirano gli scatti di Miss Butterfly (2011).

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Un regno di ombre, conflitti, contrasti e contraddizioni, con il quale le Officine dell’Immagine di Milano iniziano il viaggio nell'universo femminile fotografato da Shadi Ghadirian, ospitando la più ampia personale mai realizzata in Italia.

Il mondo diviso tra tradizione e modernità, passato e presente, est e ovest, pubblico e privato, realtà e fantasia, complesso, controverso, analogo (con un registro visivo completamente diverso) a quello di Shirin Neshat, ma lontano da cliché e convinzioni occidentali sull'oppressione delle donne islamiche.

Lo sguardo di una delle figure di riferimento del panorama artistico del Medio Oriente, tra i protagonisti della prossima Biennale di Venezia, in mostra a Milano con The Others Me a cura di Silvia Cirelli, dal 23 aprile al 21 giugno 2015.

Shadi Ghadirian
The Others Me

23 aprile - 21 giugno, 2015
Officine dell’Immagine
VIA Atto Vannucci, 13
Milano
Martedì - Venerdì 03:00-19:00
Sabato 11:00-7:00 di mattina,
lunedi e festivi su appuntamento.
ingresso gratuito

Foto | Shadi Ghadirian The Others Me, Courtesy CLP

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