La resa della bambina siriana spaventata dalla macchina fotografica

La foto dei segni lasciati dalla guerra siriana sulle piccole vittime pronte alla resa davanti all'obiettivo di una macchina fotografica scambiata per arma

La resa della bambina siriana spaventata dalla macchina fotografica

La guerra lascia ferite profonde ma questo scatto che arriva dalla Siria devastata dalla guerra, attraverso la condivisione social della fotoreporter palestinese Nadia AbuShaban, conferma anche quando le sue conseguenze siano un grado di segnare a lungo.


Attraverso le condivisioni sui social network, su Imgur è spuntata la stessa fotografia insieme al nome del fotoreporter turco, Osman Sağırlı, che avrebbe scattato la foto alla piccola Hudea, nel campo profughi Atmeh in Siria con la madre e due fratelli, a circa 10 km dal confine turco e 150 km dalla loro casa di Hama.

Immagine pubblicata lo scorso gennaio sul Türkiye, dove Sağırlı documenta da 25 anni guerre e calamità naturali, realizzata in condizioni analoghe a quelle riportate da Nadia AbuShaban, confermate dalla BBC rintracciando il fotografo in Tanzania.

"I was using a telephoto lens, and she thought it was a weapon. İ realised she was terrified after I took it, and looked at the picture, because she bit her lips and raised her hands. Normally kids run away, hide their faces or smile when they see a camera."

La fotografia di una bambina siriana di quattro anni che alza le sue piccole braccia e le mani strette a pugno davanti all'obiettivo della fotografa, per arrendersi, con il suo maglioncino liso, trattenendo a stento la paura, il pianto, forse lo stesso fiato, perché ha scambiato la macchina fotografica per un'arma.

Il ritratto dei piccoli sopravvissuti alla guerra del regime di Bashar Al Assad contro i terroristi dello Stato islamico che ha già ucciso settemila bambini, secondo le stime dell'Alto Commissariato per i diritti umani.

La reazione di uno di quelli sopravvissuti ai bombardamenti che hanno raso al suolo anche ospedali, scuole e orfanotrofi. Bambini segnati dalla violenza e dagli orrori di una guerra che ha minato per sempre le loro vite insieme all'istinto di sopravvivenza.

Il volto di quel milione di bambini che i dati Unicef più recenti stimano che saranno presto costretti a lasciare la Siria, dei quali settecentoquarantamila con meno di undici anni, mentre tremilacinquecento bambini siriani, meno fortunati di Hudea, dopo aver perso tutto e tutti, hanno già valicato la frontiera con Libano, Giordania e Iraq, per affrontare da soli il duro calvario di campi profughi e centri accoglienza.

Foto | Imgur

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