Il primo piano al leone di Atif Saeed, una foto "quasi" mortale

La foto del primo piano del leone di Atif Saeed, uno scatto che fa discutere...

L’onestà intellettuale in fotografia è uno dei requisiti che per me sono basilari, giocare con la post produzione o ammettere le reali condizioni di ripresa non tolgono nulla all’effetto finale, soprattutto se il risultato è interessante. Questa premessa è doverosa e vale per ogni foto e per ogni fotografo, almeno per me. In questi giorni è tornata alla ribalta la foto di Atif Saeed con il primo piano del leone, uno scatto affascinante e ben fatto. A distanza di due anni, il fotografo pakistano ha voluto raccontare come sono andate le cose e come ha realizzato questa immagine.


Atif Saeed ha spiegato che la foto è stata fatta con una Nikon D4 e un teleobiettivo a 3 metri di distanza. Secondo i dati exif con un obiettivo 500mm a f/4 a 1/500 di secondo.

Un leone è grosso, molto grosso, e tre metri di distanza da un animale lungo 2 metri che pesa 200 kg sono pochissimi. In altre parole un fotografo può scattare un’immagine ad un leone inferocito e pronto all’attacco a tre metri di distanza con l'attrezzatura addosso salvando la pelle e pure la fotocamera? Con mezzo salto, e in pochi secondi, il leone si è già mangiato il fotografo e sta imparando ad usare la Nikon D4. I miei dubbi erano arrivati fino a qui...




Io non sono appassionata di fotografia naturalistica, ma c’è chi lo è ed ha una competenza fotografica molto superiore alla maggior parte di noi e che quindi ha scovato subito l’inganno. Sto parlando di Giulio Forti che su reflex ha dimostrato - con tanto di "prova gatto" (e i gatti si sa, non dicono bugie!) - che questa foto è, come minimo, un po’ sospetta.

Le reali condizioni di scatto, qualsiasi esse siano, non tolgono nulla alla foto, anche se fosse stata scattata a 20 metri sarebbe stata bellissima lo stesso.

Voi che ne pensate?

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