La Memoria degli Alberi e del genocidio armeno fotografati da Kathryn Cook

Il genocidio armeno nella memoria di alberi e immagini fotografate da Kathryn Cook, in mostra alla Galleria del Cembalo di Roma

A cento anni dallo sterminio del popolo armeno compiuto dall'impero ottomano, il ricordo dei fatti e soprattutto la terminologia utilizzata per definirli, continua a nutrire la polemica appena riaccesa da Papa Francesco, definendolo il primo genocidio del XX secolo, quanto dalle reazioni dure e infastidite dei turchi.

Anche se per Ankara non si può parlare di genocidio in assenza di sentenze dei tribunali internazionali e una dozzina di paesi continua a respingere l'affermazione, chi non ha alcuna difficoltà a considerarlo un crimine esecrabile, qualsiasi nome si decida di attribuirgli, conta anche chi ne ricerca le tracce da anni.

Un paziente lavoro di ricerca come quello che ha impegnato per sette anni Kathryn Cook e il suo linguaggio fotografico contemporaneo, nutrito da uno sguardo poetico e documentario su una storia frammentaria negata, raccolta con le testimonianze degli Armeni e dei Turchi incontrati in Armenia, in Turchia, in Libano, in Siria, in Israele e in Francia.

La Memoria degli Alberi di Kathryn Cook

?Un lungo progetto per fotografare quello che si è cercato di cancellare e resta di un'intera cultura praticamente spazzata via, ricorrendo ad una simbologia con la quale la fotografa americana propone un nuovo modo di rappresentare la sofferenza e il male, più attento alla tonalità emotiva che alla documentazione di eventi e fatti negati per un secolo, già premiato con l'Aftermath Project Award e l'Inge Morath Award.

La memoria degli alberi (Memory of Trees, Turkey and the Armenian genocide
2011
) in mostra alla Galleria del Cembalo (Palazzo Borghese) di Roma, dal 23 aprile al 27 giugno 2015, ne raccoglie immagini e suggestioni, facendo riferimento al villaggio turco di Agacli (il posto degli alberi), nella Turchia dell’est che la Cook ha fotografato a lungo e come una sorta di metafora del suo percorso artistico.


Questo villaggio, che era armeno prima del 1915, è infatti oggi abitato da una maggioranza curda che ha fatto rinascere la tradizione della tessitura della seta come veniva praticata un tempo dagli Armeni.

“Gli alberi di Gelso fanno la guardia, nonostante il passaggio del tempo?ad A?açl?, formando una macchia verde nel polveroso terreno dell’Anatolia,?nutriti dalla sorgente che scende a cascata dalla valle sovrastante.

Rami estesi come in una dichiarazione, le foglie nutrono ?un universo, chiuse da un filo. La seta, tessuta da grossi vermi su queste foglie?risiedono sul pavimento delle case del villaggio e annidati nei giardini. Qui, ogni albero assorbe la pioggia e il vento, il sole e la tristezza;?spinge le sue radici nella profondità del suolo di A?açl? e sono testimoni. ?I segreti dei secoli sono ombre sotto i grossi rami.?Ma non ci diranno in modo semplice cosa è successo qui, o lì.?Restano immobili, quiescenti, tornando alla storia solo quando appellati.”
Kathryn Cook

La Memoria degli Alberi di Kathryn Cook

Le fotografie in bianco e nero e colore di Memory of Trees, sono raccolte anche nelle 159 pagine del volume omonimo edito da Kehrer Verlag nel 2014 (sfogliato anche nel video di apertura), con i Testi di François Cheval, Karin Karakasli e della stessa Kathryn Cook.

Una riflessione che resta d'attualità come il ricordo di eventi che sono state negati per troppo tempo...

Visitors walk in a procession in commemoration of the Armenian Genocide on the path toward the Genocide monument in Yerevan, Armenia

A flock of birds flies over the coast of Lake Van in eastern Turkey where the largest population of Turkey's Armenians had been living for centuries

La memoria degli alberi
Kathryn Cook
Galleria del Cembalo
(Palazzo Borghese)
23 aprile - 27 giugno 2015
Largo della Fontanella di Borghese, 19
Roma
Foto | La Memoria degli Alberi di Kathryn Cook, Courtesy Galleria del Cembalo

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