Aniello Barone, Tra memoria e ricordo, 'sentito dire' ed esperienza diretta

Tra memoria e ricordo, la mostra fotografica di Aniello Barone che riflette sul valore e la distanza tra esperienza diretta e 'sentito dire'

Tra memoria e ricordo, Aniello Barone

Con un calendario di commemorazioni scandito da memorie più 'resistenti' dei ricordi di nonni mai conosciuti, e un quotidiano tessuto dalla cumunicazione virtuale, non vissuto direttamente, con il corpo e la mente, la nostra fragile natura senziente continua ad investire la fotografia di una funzione mnemonica in grado di riflettere anche sulla distanza tra memoria e ricordo.

Una distanza siderale, tra la visione di quello che non avvertiamo più con il corpo e i sensi ma "per sentito dire" e quella oggettiva ed etnografica che richiede l'esperienza diretta, cosiddetta “sul campo”.

Quell'esperienza diretta che manca alla maggior parte degli interlocutori dei viaggi migranti che attraversano il Mediterraneo e il web in questi giorni, senza risparmiare polemiche o lezioni ai social media manager, e ha già iniziato a pontificare su resistenze mai combattute e liberazioni mai sentite.

Una distanza che è interessante valutare alla luce dell'ultimo viaggio 'sul campo' compiuto da Aniello Barone, con il suo sguardo sensibile ai margini e un archivio fotografico attento alla memoria rituale delle culture post-moderne, dal non-luogo alla periferia orientale di Napoli dove è cresciuto, alla Igboland che sposta terra, cultura e confini del popolo Igbo, dal sud-est della Nigeria al confine campano tra Napoli e Caserta, rafforzando legami identitari, in una terra straniera che non brilla certo per accoglienza e integrazione.

Aniello Barone 2

Un viaggio “Tra Memoria e Ricordo” che Aniello Barone intraprende attraverso un confronto in dialogo, tra le immagini della sua indagine sociologica ed antropologica in una visione multietnica con quelle che documentano usi e costumi delle popolazioni indigene dell'Africa d'inizio secolo, databili tra il 1890 ed il 1930, scattate da Elena d'Orléans, moglie di Emanuele Filiberto duca d'Aosta, durante safari e battute di caccia grossa dei duchi.

Ricordi della duchessa, raccolti in un ambiente suggestivo della Biblioteca Nazionale di Napoli (con una collezione che ne conta circa 9.800), dove Aniello Barone ricrea un un percorso di dialogo-confronto sul profondo rapporto con la memoria e la potenza delle radici lontane.

Aniello Barone 1

Un percorso espositivo, sociologico ed antropologico che guida il visitatore alla scoperta di una visione multietnica del territorio, dove appaiono marginali le vicende sociali legate al colonialismo di ieri ed alla frammentazione culturale delle popolazioni “ospitate” oggi in paesi lontani dalle proprie radici.

La personale di Aniello Barone “Tra Memoria e Ricordo” a cura di Achille Bonito Oliva, appena inaugurata nelle sale del “Fondo Elena d'Aosta” della Biblioteca Nazionale di Napoli, con una mostra ad ingresso gratuito, resta visitabile su prenotazione (urp 0817819231), oggi (ore 12,30-15,30-16,30) e domani, 24 aprile (ore 10,30-12,30-15,30-16,30), ma la riflessione che innesca sembra già utile a comprendere come la mancanza di ricordi ed esperienze dirette si presti a nutrire memorie impossibile da sentire.

Foto | Courtesy Aniello Barone

  • shares
  • Mail