Lo spirito della moda nei cliché di Irina Ionesco

Fashion Victim Irina Ionesco
La sua ultima esposizione intitolata ( in fedele obbedienza al più trito dei linguaggi marketing) "Fashion Victimes" si avvia al suo finissage odierno, ma i clichée mostrati, le loro forme, allo stesso tempo sottili e pretenziose, hanno l'eco della tempesta che perdura gonfia e sottile nel tempo. Ecco quel che si profila all'orizzonte in una fredda giornata parigina di metà giugno, qaundo le immagini saranno smontate, resterà per un breve istante, un vuoto di senso.

Irina Ionesco, fotografa di moda che oggi lavora per l'UNESCO. Unione vivente delle più grandi contraddizioni dell'umano sentire, nei suoi scatti si fondono estetismo ed erotismo. Suggestioni di paesi lontani, tratteggi sensualissimi della sua Parigi, e angoscie balcaniche della Romania d'origine, magistralemnte riassunti nelle parole di Laurence Benaïm, grande ed indiscussa firma del giornalismo fashion d'oltralpe:

Lei dichiara di vivere in un labirinto, dal quale sorge ogni giorno con la sua mano sulla quale è tatuato un serpente e con il suo sguardo stregato, capace di gettare una maledizione alla realtà, come se si trattasse unicamente di un boa di piume. Ci sono giorni nei quali afferma di vedere tutto in bianco e nero, e altri, invece, a colori. Nei suoi occhi il prezioso ridiventa raro e la pelliccia richiama unicamente le eroine dei romanzi o dei film, senza che sia necessario nominarle. Quel giorno i verdi apparivano leggermente più bluastri, i fucsia e i rossi si scaldavano in un balletto di cachemire e di seta, in mezzo ad una folla di ombre e di mani che cercavano un bijou o rettificavano con un fard, allungando mezzo ciglio in un silenzio appena posseduto.

Via | gingkoart.wordpress.com

Fashion Victim Irina Ionesco
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