Henri Cartier-Bresson: L’amour Tout Court

Guardare non significa necessariamente vedere, ma sarebbe già un buon inizio per un’epoca resa praticamente cieca da un abuso della vista, assuefatta alla produzione eccessiva di immagini, che per giunta intorpidisce gli altri sensi.

Un grosso limite che non risparmia gli impenitenti voyeur e i milioni di obiettivi sparsi in ogni angolo di mondo, sul quale abbiamo già riflettuto tante volte con sguardi consapevoli, anche con fotografi professionisti che non hanno bisogno degli occhi per fotografare.

La riflessione continua oggi con lo sguardo e l’obiettivo di Henri Cartier-Bresson, che di cose da dire e insegnare ne ha ancora tante a tanti, e inizia "L'Amour Tout Court" (Profils, Henri Cartier-Bresson: L'amour tout court) con un’osservazione quanto meno pertinente “Ciò che conta è guardare. Sono pochi quelli guardano. Si limitano a premere il pulsante di scatto" e una risposta che rappresenta il leitmotiv della fotografia e la ricerca di ogni fotografo.

Vi invito quindi ad approfittare della saggezza ed esperienza condivisa da un grande fotografo novantatreenne, nel film-documentario-intervista realizzato da Raphaël O'Byrne nel 2001, almeno fino a quando resta disponibile su YouTube.

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