"Monet intime" nei cliché di Bernard Plossu

Può Claude Monet, esimio talento della pittura impressionista, risorgere nel pieno della sua intimità a quasi un secolo dalla sua morte? Evidentemente sì, e a farlo ci ha pensato il fotografo francese Bernard Plossu ( vincitore di quel Prix National de la Photographie 1988, che già fu di Brassaï, Cartier-Bresson e poi di Newton, Depardon e Jean-Paul Goude) supportato, nella sua sfida oltre il tempo, dal musée des impressionnismes di Giverny, che ha appoggiato l'iniziativa dedicandole una mostra, aperta fino al 31 ottobre 2012.

Il set delle immagini esposte è situato a poca distanza dal museo, e precisamente presso la Maison de Claude Monet nella stessa cittadina Giverny, dove Plossu si è recato a più riprese nell'inverno 2012 e nel giugno 2011, realizzando, ad orari diversi della giornata, e grazie all'indispensabile supporto di una Nikkormat (24 x 36cm) equipaggiata con un obiettivo da 50 mm, (il più vicino alla visione umana) un nutrito numero di scatti, tra i quali i sessanta scelti per il percorso espositivo intitolato "Monet intime".

Immagini che sono a loro volta quadri, fotografie a colori e in bianco e nero, che si susseguono come scenari di quella vita e di quel giardino, che fuono indispensabile fonte di ispirazione per il talento di Monet e danno ancora oggi da pensare, a chi le ha scattate come a chi le vedrà.

© Bernard Plossu

Via | museedesimpressionnismesgiverny.com

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