Le Apparizioni di Gérard Castello-Lopes

Gérard Castello-Lopes, Lisboa, Portugal, 1956
Una parabola lunga mezzo secolo e descritta con onestà e coraggio. Ecco una descrizione che potrebbe applicarsi davvero bene al lavoro del fotografo franco-portoghese Gérard Castello-Lopes. Un impegno intenso testimoniato dalla mostra "Apparitions. Images 1956-2006" ospitata presso la Fondazione Gulbenkian di Parigi, fino a venerdì 25, a cura di Jorge Calado e grazie al sostegno di BES Arte & Finança.. Un'occasione per riflettere su cinquant'anni che hanno inciso profondamente sulla società e sui suoi costumi, ma soprattutto per rimettere insieme i pezzi di un periplo storico lungo e tormentato.

Influenzato dai lavori di Henri Cartier-Bresson, Castello-Lopes non esiterà a descrivere le condizioni di vita in Portogallo sotto la dittatura di António de Oliveira Salazar, ma non si fermerà certo lì. A cavallo tra il suo paese d'origine e quella Francia che lo ha visto nascere e spegnersi nel febbraio 2011, il fotografo autodidatta, dal passato di fotoamatore comincerà lentamente a farsi strada, per esplodere letteralmente negli anni '80. Molte le esposizioni che hanno portato l'attenzione sule sue opere, e acceso i riflettori su uno dei principali rappresentanti della "generazione dorata" della fotografia portoghese eppure sicuramente non abbastanza per svelare approfonditamente i contorni di una figura che ha marcato anche il mondo del cinema (in qualità di critico, attore, assistente alla regia e amministratore della Filmes Castello Lopes), e quello del jazz (fu proprio lui a fondare il mitico Hot Club di Lisbona nel lontano 1948).

© Famille Castello-Lopes, Paris

Gérard Castello-Lopes, Paris, france, 1958
Gérard Castello-Lopes, Paris, france, 1957
Gérard Castello-Lopes, Portugal, 1987
Gérard Castello-Lopes, Cascais, portugal, 1957
Gérard Castello-Lopes, Paris, France, 1958
Gérard Castello-Lopes, Bruxelles, Belgique, 1958
Gérard Castello-Lopes, Vittel, france, 2004

Via | gulbenkian-paris.org

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