Piccole cose di Boris Gaberscik

Le piccole cose di Boris Gaberscik
Elogio minimalista della composizione, sottile equilibrio di oggetti messi insieme ad arte, ma con una naturalezza che ha dello straordinario, e poi conservati così, uno accanto all'altro. Sono i protagonisti inanimati dei cliché di Boris Gaberscik, riuniti nell'esposizione "L'ordre des choses", presso la galerie VU' di Parigi, e visitabile fino alla prima settimana di agosto.

La meticolosa esplorazione del reale, condotta lentamente e con un'accuratezza quasi maniacale, imprime alle immagini del fotografo sloveno, un'allure emblematica che sfonda i limiti ristretti della natura morta dando vita ad una poetica singolare, situata agli antipodi del lirismo pitturale. Oggetti dalle forme accuratamente studiate si ritrovano a fianco di compagni imprevedibili. Selezionati come calchi di sculture immaginarie, ma rigorosamente presenti nella mente del loro creatore ed esaltati dalla brutalità della visione frontale che restituisce tutto il portato violentemente sensuale delle concordanze geometriche, gli elementi delle composizioni acquistano uno spessore inaudito e vivono, di vita propria, come sottolinea il testo di presentazione:

Gaberscik non smette di dirci che la fotografia non è un qualcosa che giace nella coda dell'occhio, ma un oggetto di desiderio, che attraverso l'alibi del mimetismo ci trasporta nei luoghi delle allusioni e delle illusioni.

Visible zone, 2005 © Boris Gaberscik
© Boris Gaberscik
Untitled, 1987 © Boris Gaberscik
Crucifixion, Hommage a J.R. Tintoretto, 1987 © Boris Gaberscik
Life, 2007 © Boris Gaberscik

Via | galerievu.com

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