Ronzio: la ballata dello sguardo inquieto di Nino Cannizzaro

La fotografia vibrante e viscerale di Nino Cannizzaro ronza in viaggi intimi e solitari, nei quali perdersi e ritrovarsi

Con il piccolo promo (e la slideshow completa) del nuovo progetto che ronza come una ballata dello sguardo inquieto, Nino Cannizzaro ci lascia entrare nel labirinto di passioni e ossessioni che guidano da sempre il suo sguardo acuto e viscerale sul mondo.

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Ronza, la testa, la vita, il mio corpo inquieto, scosso e lenito da quel rumore ruggente, vibrante, pulsante, scatenato da voli pindarici, emozioni tumultuose, amplessi di realtà.

Ronzano come i paradossi che le emozioni non sanno ignorare, il silenzio assordante di viaggi intimi e solitari per perdersi e ritrovarsi.

Un labirinto di cambiamenti muti e rinascite fragorose, pronto a librarsi in volo con ricordi eterei come fantasmi, sprofondare in occhi aperti sull'abisso, rincorrere desideri nascosti tra i riflessi e fuggire volti ridotti a maschere delle paure, in ascolto della voce roca del desiderio e quella tumultuosa del delirio.

Il cupo pulsare di passioni e ossessioni che guidano la mia ricerca della luce nelle stridenti oscurità del quotidiano e tutto quello che si addensa nel profondo (della mia vita e fotografia).

Dopo aver raccolto per anni scatti generati da stati d'animo ed emozioni viscerali e vibranti come ronzii, ho deciso di condividerlo lasciando ad ogni sguardo la libertà di vedere e sentire quello che preferisce, senza alcuna ambizione, presunzione o intenzione di raccontare o suggerire nulla.
Nino Cannizzaro

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Una libertà concessa lasciando affiorare in superficie visioni dense come la notte, intense come i bagliori di luce, piene di tutto quello che finisce in mezzo, negli angoli, al crepuscolo dell'esistenza.

Immagini che vibrano su frequenze torbide e tenebrose, in sintonia con le inquietudini dei nostri corpi e sguardi inquieti, divorati dall'ansia di vivere che corrompe la ragione, la paura di 'scomparire' che si lascia tentare dalle contraddizioni della realtà e le illusioni della finzione, l'incalzare del tempo, lo smarrimento dello spazio.

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Un viaggio nelle attese inquietanti e le mutazioni sconvolgenti, con sguardi persi nell'abisso, maschere anonime e terrificanti, apparizioni eteree e urla mute che si levano tra mura sorde.

Un progetto personale in sintonia con le sfumature più intense del bianco&nero e quelle più oscure del razionale. Ronzii capaci di scuotere il subconscio, aprendo crepe nel tessuto e vissuto emozionale, inevitabili come certe passioni, stridule come tutte le ossessioni.

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Il progetto che raccoglie anni di vibranti e cupe emozioni, dello sguardo che ha già seguito la rotta di Ulisse e la brumosa atmosfera di un luogo reale, navigando oceani di interessi più oscuri e intricati dell’Odissea omerica, il paesaggio desolante che corre lungo i binari della Palermo - Messina, quello che si staglia alla periferia della città e dell'anima, che si eleva sulle bassezze della guerra fredda, preparandosi a inquadrare anche il profumo del cibo e di vecchi mercati da altre prospettive.

Foto | Ronzio, Courtesy Nino Cannizzaro

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