Diritto d'autore foto Facebook: tribunale condanna quotidiano a risarcire fotografo

Una sentenza del Tribunale di Roma si pronuncia in materia di diritto d'autore delle foto condivise sui social network

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Oggi torno a parlare del diritto d'autore delle fotografie veicolate dai social network, perché una recente sentenza della IX sezione del Tribunale di Roma sembra aver fatto un po' di chiarezza nella complessa regolamentazione che le disciplina (sebbene le informazioni sulla proprietà intellettuale dei social non manchino).

Il caso nasce dalla pubblicazione (l'ennesima) di alcune fotografie, scattate da un giovane fotografo in una nota discoteca romana, prese a sua insaputa da un quotidiano nazionale ed utilizzate in una serie di articoli dedicati al fenomeno della frequentazione giovanile dei locali notturni, riutilizzate successivamente in programmi televisivi.

La sentenza emessa dai giudici, cita espressamente l'articolo 2 delle condizioni di licenza di Facebook nel quale si distingue "tra i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale" (foto e video) definiti "contenuti IP" (coperti da proprietà intellettuale) e i contenuti semplici non coperti da tali diritti.

La disposizione emessa in materia di legge sul diritto d'autore (Dlgs 68 del 2003), specifica che la libertà di utilizzo dei contenuti pubblicati dagli utenti con l'impostazione 'pubblica' nei fatti riguarda le informazioni ma "non riguarda i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale degli utenti, rispetto ai quali l'unica licenza è quella non esclusiva e trasferibile concessa a Facebook".

Un concetto complicato da recepire solo per molti giornalisti, pubblicisti & Co. che fingono di ignorare che la libera circolazione delle opere concessa ai social network, cessa al di fuori degli stessi, dove ogni opera resta disciplinata dal diritto d'autore.

Stabilendo che la pubblicazione delle foto sui social network "non comporta la cessione integrale dei diritti fotografici" i giudici hanno in ogni caso permesso ad alcuni fotografi di ottenere il risarcimento del danno 'patrimoniale e morale' provocato dal quotidiano che pubblica foto senza richiedere il consenso dell'autore, ed eventualmente anche delle persone ritratte.

Infatti senza autorizzazione, la pubblicazione delle fotografie che ritraggono le persone sono giustificate solo per scopi scientifici, didattici, culturali o legati a materia giuridica di interesse pubblico.

La sentenza chiarisce anche che la pubblicazione di una fotografia nella pagina personale di Facebook, in mancanza di prove contrarie, definisce "presunzione grave, precisa e concordante" della titolarità dei diritti fotografici in capo al titolare delle pagine nelle quali sono pubblicate.

Ai fini del diritto di autore assumono un ruolo fondamentale i "digital watermarks", ovvero le filigrane digitali con le quali l'autore "firma" la foto, quindi, quando mancano, la pubblicazione di una foto sulla propria pagina social non costituisce prova della titolarità dei diritti di proprietà intellettuale su quel contenuto.

In questi casi "spetta al riproduttore provare che la sua utilizzazione si è basata sul prelevamento di un file digitale non coperto dai diritti di proprietà intellettuale in capo a colui che ha pubblicato la foto su Facebook", in sintesi è chi usa le immagini a dover provare che non sono coperte dal diritto di proprietà intellettuale.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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