Gli occhi di Kevin Michael Connolly

the rolling exhibition di kevin michael connolly

Kevin Michael Connolly è un giovane americano, ha 23 anni, studia, viaggia da solo in giro per il mondo, ama le arrampicate e andare sul suo skateboard, inoltre si è approcciato da pochi anni alla fotografia con ottimi risultati, così ha pensato di mostrare quello che vede attraverso un sito personale, e un progetto esterno chiamato “The rolling exhibition”. Kevin è nato senza gambe.

È sbagliato guardare l’opera di questo giovane solo perché ha un handicap, infatti il suo apparente problema fisico mette in luce le sue capacità. L’ostacolo viene sormontato, e anche una persona diversamente abile diventa capace di cose straordinarie. È la forza di volontà e la passione che si legge nelle immagini questo ragazzo che fanno il suo lavoro vincente.

Il progetto sopra citato è una serie di ritratti che lui ha scattato in giro per il mondo, e in questo si può trovare una sorta di approccio antropologico e culturale che si cela negli sguardi dei personaggi ritratti. Kevin viaggia sul suo skateboard, sfreccia sui marciapiedi e le strade con la sua macchina fotografica e immortala quasi fugacemente gli sguardi delle persone che incontra.

Sguardi sempre molto incuriositi, poiché Kevin sembra essere tutto tranne che un menomato. Il suo punto di vista è inusuale, certo, ma è quello che rende ogni scatto magico, i quali sono catturati al momento giusto e quasi sempre cercando di rendere uno scenario istantaneo, mai troppo studiato nei dettagli e nella composizione. Un elemento immancabile nella maggior parte delle sue fotografie è l’ironia, che sottolinea la freschezza dei suoi scatti e l’intento mai troppo serioso o impostato dei suoi ritratti.

Sul suo sito personale potrete trovare altre immagini dei suoi viaggi più di documentazione e due cortometraggi da lui diretti, se volete saperne di più sulla vita di questo ragazzo, potrete trovare un piccolo documentario su di lui girato dalla ABC.

Chiudo con una frase del fotografo che può efficacemente riassumere il suo lavoro: “In ogni foto i soggetti hanno qualcosa in comune, ma cosa dice il loro contesto? Guardando in ogni volto, ho visto l'umanità. Girando nelle loro strade, ho trovato culture e costumi unici che creano l’individuo”.

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