Maidan-Donbass: un percorso senza ritorno sulla crisi Ucraina

Behind Kiev's barricades di Giorgio Bianchi e Donbass di Alfredo Bosco, due obiettivi sulla crisi Ucraina

Lo sguardo sulla crisi Ucraina che tocca noi e i nostri equilibri/interessi di Europei molto più di quanti non credano, continua ad offrire panoramiche del conflitto con Maidan-Donbass: un percorso senza ritorno, dalla barricate della Independence Square meglio nota come Piazza Maidan, nell'obiettivo di Giorgio Bianchi, alle trincee dei separatisti filorussi nella regione del Donbass, fotografati da Alfredo Bosco.

Un percorso che scruta tra il fumo delle barricate in fiamme e i colpi esplosi durante i violenti scontri tra manifestanti anti-governativi e polizia antisommossa e l'escalation delle proteste poi sfociate nel movimento Euromaidan, da Piazza dell'Indipendenza di Kiev (Maidan Nezalezhnosti) all'area intorno agli edifici governativi, con Behind Kiev's barricades di Giorgio Bianchi, vincitore assoluto del Terry O’Neil Photography Award 2014.

Giorgio Bianchi

Giorgio Bianchi (Roma 1973) è un fotografo documentarista specializzato in reportage di zone di conflitto attualmente rappresentato dall' agenzia francese SIPA Press.

Vincitore del prestigioso Terry O' Neill Award (edizione 2014), del PX3 di Parigi (edizione 2014), del Monochrome Award (edizione 2014) e secondo al Travel Photographer of the Year (edizione 2012), oltre a varie menzioni d'onore nei più prestigiosi concorsi internazionali (IPA 2014, MIFA 2014, Manuel Rivera Ortiz Foundation Photography Award 2014, Spider Award 2013/2014, Forward Thinking Museum Photography Award 2014). I lavori di Giorgio Bianchi sono stati esposti in diverse mostre personali e collettive in Italia e all'estero.


Il percorso senza ritorno che si spinge sino alle trincee dei separatisti filorussi nel paesaggio devastato e isolato della regione del Donbass, tra gli scontri mai cessati con l'esercito ucraino, prigionieri di guerra, propaganda, miniere illegali e famiglie nascoste negli scantinati dell'edilizia pubblica, nel cuore del paese e del reportage che ne porta il nome di Alfredo Bosco, premiato con l’Emerging Talent Awards di LensCulture 2015.

Alfredo Bosco


Alfredo Bosco è un reporter italiano nato a San Miniato (PI). Vive e lavora Milano.

Ha lavorato per l'agenzia fotografica SGP e attualmente è fotografo in collaborazione con l’agenzia fotografica LuzPhoto.

Ha realizzato servizi fotografici in Haiti, Uzbekistan, Medio Oriente, Italia, Russia e Ucraina.

Nel 2011 è stato insignito della menzione speciale TPW al premio Talento Fnac per il suo reportage a Tashkent, in Uzbekistan, sulla gioventù locale.

Nel 2015 vince L’Emerging Talent Awards di LensCulture per il suo reportage sul conflitto ucraino.

È co-fondatore e redattore di MiCiAp-MilanoCittàAperta, magazine online di Urban Photography.

Due diversi reportage confluiti nel viaggio espositivo sulla crisi ucraina, arricchito dal progetto comune che inquadra il quotidiano al limite della sopravvivenza dei minatori del Donbass che continuano a lavorare nelle miniere illegali, simbolo e orgoglio della regione del Donbass.

Una mostra a cura di Roberta Levi, ospitata presso Polifemo a La Fabbrica del Vapore di Milano (Via Procaccini, 4), con il patrocinio di Amnesty International Italia, fino al 20 novembre 2015.

Durante l’inaugurazione Amnesty International, con Lorenzo Giroffi e Andrea Sceresini, autori del libro "Ucraina la guerra che non c’è" edito da Baldini&Castoldi, apriranno il dibattito con una tavola rotonda su quella che sembra la prima vera guerra civile del secolo in Europa.

Foto | Maidan-Donbass: un percorso senza ritorno. Fotografie di Giorgio Bianchi e Alfredo Bosco, Courtesy fotografi

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