Guido Guidi. Guardando a Est 

Guardare a Est con Guido Guidi, significa avventurarsi nei nonluoghi (di Marc Augé) dove molti transitano e nessuno abita, o non abita più, con uno sguardo tanto acuto sul paesaggio contemporaneo, da scovare tracce di vita sui muri e dentro i bar. Ai margini e al limite di una poetica minimalista lontana dalle spettacolarizzazioni, come i colori quasi pittorici delle stampe a contatto, figlie delle lastre della macchina a banco ottico 20×25.

Lo stesso sguardo impegnato a scovare dialettiche con l'opera di Pier Paolo Pasolini e il paesaggio italiano per conto del CRAF, dalle Terre a Nordest al Friuli Venezia Giulia a vent’anni dal terremoto, sin nelle “piccole città” ormai svuotate che ne costituivano la struttura urbanistica, con la mappatura “a Est” completata nel 2014 a Lignano Sabbiadoro (con tanto di Premio Hemingway su proposta di Italo Zannier) e nella San Vito al Tagliamento che oggi ne promuove la mostra a cura dello stesso Guido Guidi.

Guido Guidi. Guardando a Est 
23 luglio – 11 ottobre
ex Essiccatoio bozzoli
San Vito al Tagliamento

Qualche approfondimento su Guido Guidi. Guardando a Est 

Guidi ha anticipato tutte le problematiche legate all’apparire dei non luoghi, e lo ha fatto poiché ha sempre inteso fotografare spazi ed oggetti esclusi da ogni attribuzione di significato e in genere dagli stessi sguardi coscienti delle persone che li incrociavano, ampliando così nello stesso tempo il terreno del fotografabile.

Per altri aspetti, Guidi ha fatto pure parte di quella serie di fotografi attenti alla tradizione della sociologia critica di Baudrillard e alla definizione di iperrealismo economico – sociale quale risultato dell’ “…opposizione tra realtà e apparenza, tra verità e ingenuo, tra vita quotidiana e spettacolo..” (Mario Perniola, Scambio simbolico, iperrealismo, simulacro, in Aut aut, n. 170 – 171, La Nuova Italia Editrice, Firenze, 1979, pag.69).

Diversi fotografi americani, come i partecipanti nel 1975 alla mostra New Topographics: Photographs of a Man-Altered Landscape, intesero dimostrare che l’affermarsi della cultura dei centri commerciali, dei motels e dei parchi industriali non doveva essere vista come un’istanza di progresso, al contrario li indicavano come segni estremi di un vero e proprio fallimento.

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Tra il 1991 e il 1999 Guidi ha realizzato per conto del CRAF- Centro ricerca e archiviazione della fotografia, diverse campagne fotografiche, producendo un vasto corpus di immagini conservate negli archivi del Centro.

Nel 1995 il CRAF ha editato il catalogo "Guido Guidi, Varianti" edito da Art& di Udine, inserito da Martin Parr e Jerry Badger in The Photobook: A History (vol II. Londra – New York, Phaidon, 2006), insieme ai migliori libri di fotografia del XXesimo secolo.

La vasta selezione dei lavori realizzati nel corso degli anni dal Maestro di Cesena “guardando a Est”, in mostra con 'Guido Guidi. Guardando a Est' è promossa dal Comune di San Vito al Tagliamento, in collaborazione con il CRAF e la Regione Friuli Venezia Giulia.

Guido Guidi, Guardando a Est 

Foto | Guido Guidi. Guardando a Est, Courtesy CRAF- Centro ricerca e archiviazione della fotografia

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