La forza delle rovine: i frammenti di un progetto scientifico oltre la mostra

Un viaggio tra le rovine richiede la capacità di guardare oltre i frammenti e la frammentarietà dell'esistenza, le briciole di passato che si stagliano negli orizzonti futuri, interrogando la polvere che ricopre i resti di distruzione e i barlumi di rinascita.

Sbirciare oltre la soglia della memoria per riflettere sulla forza e le potenzialità dell'incompletezza, monito e stimolo per ricostruire e cambiare, in tempo di guerre e catastrofi, moderne e contemporanee.

Se passate per Roma anche approfittando del percorso espositivo dislocato nelle sale vecchie e nuove del Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps, con 120 opere in arrivo da collezioni pubbliche e private, italiane e straniere, in dialogo con quelle residenti, da Bernini a Giambattista Piranesi.

Un progetto scientifico che si spinge oltre la mostra, con testimonianze articolate in nove sezione che viaggiano dal classico di sculture, pitture, incisioni, acquerelli, antichi volumi, al moderno di fotografie, brani musicali e cinematografici, fulcro e sostanza de “La forza delle rovine”.

Una mostra arricchita da un volume edito da Electa, con contributi su storia, filosofia, letteratura, archeologia, cinema e musica, ideale ad amplificare il racconto delle opere esposte, fino al 31 gennaio 2016.

La forza delle rovine: 9 sezioni tra il classico e il moderno

Catastrofi
rovine moderne e contemporanee. Sono le catastrofi, naturali e artificiali: guerre, disastri nucleari e ambientali, terremoti.

Torso: dal desiderio di integrità al culto del frammento
Ruota intorno al frammento di statua colossale, il cosiddetto Polifemo della collezione Altemps, e alle sculture di divinità restaurate e integrate nel Sei- e Settecento da grandi artisti come Bernini e Algardi, conservate nel museo.

Paesaggi di rovine
Dove Roma è protagonista nel percorso di formazione di quegli artisti che dal XVI secolo in poi dipingono paesaggi con quanto resta dei monumenti del passato.

Paesaggi rovinati
L’occhio dei fotografi mette a nudo paesaggi violentati, sfruttati, dove in breve tempo gli uomini hanno accumulato relitti industriali e umani.

Anatomia delle rovine
Interamente dedicato a Giambattista Piranesi.

Frammento, memoria, creazione: il cammino della musica
Dove si propongono brani musicali costruiti intorno al concetto di frammento come elemento generatore.

Il canto delle rovine
Componimenti poetici che narrano storie di distruzione dal realismo all’età contemporanea.

L’errore di Diderot: le rovine nell’antichità classica e orientale
Si propone il confronto con la percezione delle rovine nel mondo antico, nell’assenza della distanza temporale che oggi separa noi dall’antichità.

(Ri)costruire le rovine
Un dibattito di grande attualità chiude il percorso espositivo: quello della relazione tra archeologia e modernità.

  • shares
  • Mail