Germaine Krull - il destino di una fotografa irrequieta e anticonformista

Parigi volge uno sguardo inedito al contributo di una pioniera del fotogiornalismo e del libro fotografico come Germaine Krull

Dinamica e irrequieta, indipendente e anticonformista, con la sua verve rivoluzionaria e uno spiccato gusto per la sperimentazione, Germaine Krull resta uno degli obiettivi femminili più avant-garde della storia della fotografia.

Una grande viaggiatrice e "testimone di tutti i giorni", con lo sguardo libero dalle convenzioni, la sigaretta in bocca e la compatta Icarette a portata di mano, anche al volante della Peugeot 201, ottenuta nel 1929, in pagamento per le sue istantanee della campagna pubblicitaria realizzata per presentare l'auto sul mercato.

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Una pioniera del fotogiornalismo e della Nouvelle Vision, della testimonianza a discapito dell'estetica, dalle notti e i clochard di Parigi (vissuti per fotografarli) alle architetture del Sud-est asiatico, tra astrazioni urbane, nudi erotici, paesaggi industriali, collage surrealisti e ritratti sorprendenti che tradiscono una predilezione per le mani.

Reporter di guerra e pioniera del libro fotografico come opera d’arte, capace di spingersi dalla sinfonia virile e modernista di "Métal" a quella delle immagini del primo romanzo "Le folle d’Itteville", con il testo di George Simenon, tra la selezione di stampe vintage e materiale in parte inedito, in mostra con Germaine Krull (1897-1985) A Photographer’s Journey, allo Jeu de Paume di Parigi, fino al 27 settembre 2015.

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«fotografare è un mestiere, un mestiere da artigiano»

Germaine Krull

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Germaine Krull: la biografia di una donna e fotografa anticonvenzionale

Germaine Krull Luise è nata il 29 novembre 1897 a Wilda, Poznań, nella Prussia orientale (Polonia dopo il 1919) al confine tra Germania e Polonia, da una famiglia benestante tedesca con un padre ingegnere (e libero pensatore) che le ha trasmesso la sensibilità per la giustizia sociale, le ha lascio indossare vestiti da ragazzo e regalato un'infanzia nomade in gran parte dell'Europa.

Tra il 1915 e il 1917 (forse anche 1918) ha frequentato la Lehr-und für Photographie Versuchsanstalt di Monaco di Baviera, influenzata dal pittorialismo appreso da Frank Eugene. Nel 1918 ha aperto uno studio a Monaco di Baviera, ritraendo Kurt Eisner tra i tanti e diventando amica di personaggi come Rainer Maria Rilke, Friedrich Pollock, e Max Horkheimer.

Una prima serie di immagini di nudi femminili 'Der At', nel 1918 è stata pubblicato in un libro di fotoincisioni, ma la carriera di fotografa è stata drammaticamente interrotto per dall'assassinio di Kurt Eisner.

Politicamente attiva tra il 1918 e il 1921, nel 1919 la Krull ha interrotto le relazioni con il Partito Socialista indipendente di Baviera per passare al Partito Comunista tedesco, è stato arrestata e imprigionata per aver aiutato a fuggire in Austria un bolscevico, espulsa nel 1920 dalla Baviera per la sua attività comunista, ha viaggiato in Russia con l'amante Samuel Levit che l'ha abbandonata nel 1921, è stata imprigionata come anti-bolscevica ed espulsa anche dalla Russia.

Ha vissuto a Berlino tra il 1922 e il 1925, dove ha aperto uno studio fotografico con Kurt Hübschmann (poi noto come Kurt Hutton) e scattato autoritratti e nudi paragonati a "satire di pornografia lesbica".

Dopo aver incontrato il regista olandese e comunista Joris Ivens nel 1923, si è trasferita ad Amsterdam nel 1925, a Parigi nel 1926, e ha stipulato un matrimonio di convenienza con Ivens, durato dal 1927 al 1943 per ottenere un passaporto olandese insieme a quella 'rispettabilità' che non intacco la sua autonomia.

A Parigi fra il 1926 e il 1928, è diventata amica di Sonia Delaunay, Robert Delaunay, Eli Lotar, André Malraux, Colette, Jean Cocteau, André Gide, lavorando in servizi commerciali di moda, nudi e ritratti, ma la svolta artistica è iniziata nel 1928, con l'assunzione nella nascente rivista VU.

Nel maggio 1928 il suo pionieristico lavoro è stato incluso insieme a quello di Man Ray, Andre Kertesz e Paul Outerbridge, nella prima mostra francese dedicata alla fotografia moderna al Salon de l'Escalier, sugli Champs Elysée.

Nel 1928 ha pubblicato Métal. 64 fotografie in bianco e nero scattate a Parigi, Marsiglia e in Olanda che celebrano e criticano le macchine, mettendo l'uomo (il maschio) al centro del paesaggio industriale.

Un portfolio selezionato nel 1999-2004 come uno dei libri più importanti della della storia della fotografia che per Martin Parr e Gerry Badger, nel volume "The photobook: a history. Volume 1" ha contribuito a “dare valore alla forma del libro fotografico in quanto opera d’arte autonoma”.

Tra i suoi album anche 100 x Paris (1929), Etudes de Nu e Le Valois (both 1930). Nel 1931, ha pubblicato anche Le Folle d'Itteville, il primo foto-romanzo che affianca le sue fotografie al racconto di George Simenon.

Tra il 1928 e il 1933, ha vissuto principalmente di fotogiornalismo. Nel 1935-1940, la Krull si è trasferita a Monte Carlo, dove ha aperto uno studio fotografico, puntando il suo agile e irrequieto obiettivo su casinò e palazzi, automobili, celebrità e gente comune, entrando anche a far parte dell'agenzia di fotogiornalismo Black Star, fondata nel 1935.

Nella seconda guerra mondiale, entusiasta del governo di Vichy in Francia, ha cercato di unire le forze francesi libere in Africa dove ha viaggiato dal 1941 al 1942, grazie al suo passaporto olandese, prima di andare in Brasile, fotografando la città di Ouro Preto. Tra il 1942 e il 1944 è stata a Brazzaville nella Repubblica del Congo, poi per diversi mesi ad Algeri, prima di tornare in Francia.

Dopo la seconda guerra mondiale, raggiunge il Sud-est asiatico come corrispondente di guerra e dal 1946 al 1966 è diventata co-proprietaria dell'Oriental Hotel di Bangkok (poi Mandarin Oriental), pubblicando tre libri di fotografie, collaborando con Malraux su un progetto dedicato a scultura e architettura del Sud-Est asiatico.

Abbandonato il settore alberghiero, la Krull è vissuta nei pressi di Parigi, prima di trasferirsi nell'India del nord, dove si è convertita alla scuola Sakya del Buddhismo tibetano. Il suo ultimo grande progetto fotografico, nel 1968 è stata la pubblicazione del libro Tibetans in India, che include il ritratto del Dalai Lama.

Dopo un ictus e il trasferimento in una casa di cura nella tedesca Wetzlar, Germaine Krull è morta nel 1985, povera e solitaria, fatta eccezione per l’amata sorella Berthe.

«Germaine, tu e io siamo i più grandi fotografi del nostro tempo, io nel senso classico tu in quello moderno»

Man Ray

Foto | Germaine Krull (1897-1985) A Photographer's Journey, Courtesy Jeu de Paume

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