Arctic Stories di una fotografa del nord: Evgenia Arbugaeva

Il fascino senza tempo e alcun timore degli spazi infiniti che ammantano gli orizzonti artici, nutre da anni le storie di una ragazza del nord come Evgenia Arbugaeva.

Storie incantevoli che tornano a Tiksi, insediamento siberiano sulla riva del Mar Glaciale Artico, casa natale di Arbugaeva e protagonista del suo primo progetto fotografico, concentrato sull'esplorazione di luoghi ormai cambiati, in compagnia di Tanya, la giovane rappresentazione della sua infanzia nostalgica, in case colorate come caramelle che si stagliano tra valli innevate e aurore boreali.

Storie di spazi estremi, uomini quasi mitici e senza tempo, come il Weather Man del suo ultimo progetto fotografico, in mostra finalmente anche in Italia, fino al 27 settembre con Cortona On The Move.

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Weather Man di Evgenia Arbugaeva (2014)

"Sono andata con l'idea di trovare un eremita solitario in fuga dal mondo per chissà quale oscuro dramma ma non era così. Non si sente affatto solo. È come se scomparisse nella tundra, nelle tempeste di neve. Korotki non ha una concezione di sé come la maggior parte delle persone. È come se fosse vento" 

Evgenia Arbugaeva

Il Weather Man di Evgenia Arbugaeva è Vyacheslav Korotki ...

un meteorologo del Polo Nord di 63 anni che ha iniziato la sua carriera come un romantico entusiasta degli spazi aperti e della natura dell'Artico, guardando in televisione i polyarnik (meteorologi) come dei cosmonauti dell'Unione Sovietica.

Uomini con grandi barbe, occhi scintillanti e missioni esplorative provviste di auree quasi magiche, come quelli idealizzati e ricercati da Evgenia Arbugaeva, nel corso di un viaggio di due mesi in 20 stazioni meteorologiche, a bordo di un rompighiaccio che consegna rifornimenti una volta l'anno.

L'incontro con Slava (Vyacheslav Korotki) nell'avamposto artico di Khodovarikha, in mezzo al Mare di Barents, è stato l'inizio di diversi viaggi per un progetto di un anno in 14 fotografie e molte più suggestioni, concentrate sui colori e le atmosfere della notte artica. Un luogo molto diverso dalla macchia bianca su una mappa nella percezione di molti.

Un progetto ai margini del mondo, con l'obiettivo puntato sull'atmosfera quasi irreale dell'ambiente, estremo quanto l'isolamento dell'esistenza di Slava, trascorsa per 30 anni a misurare temperature, venti e nevicate, lontano dalla moglie che vive a Arkhangelsk e ad un'ora di elicottero dalla città più vicina.

Tiksi di Evgenia Arbugaeva (2012)

C’era una volta in siberia, sulle rive del Mar Glaciale Artico...

In un caldo letto di una piccola città, una bambina si svegliò da un sogno. Era mattina, ma era ancora buio nella piccola città, dove il sole non si mostrerà per molti mesi durante la notte polare.

La bambina si strofinò gli occhi e si vesti al buio. Indossò la giacca rosa, il berretto rosso e uscì. Si diresse in direzione della scuola, tutto intorno a lei c’erano infiniti campi di tundra ghiacciata. I campi non erano bianchi come si potrebbe pensare. L’aurora boreale illuminava il cielo, la neve era dipinta di verde e tutto intorno, bellissimi colori blu, giallo e rosa.

La bambina amava questi colori. Passeggiando tra di loro le piaceva pensare ai campi come tele bianche dove Madre Natura poteva dipingere, lei faceva parte del dipinto con la sua giacca rosa e berretto rosso.

Sorrise e cominciò a sognare dei giorni in cui la notte polare sarebbe giunta alla fine, quando il primo sole illumina le montagne innevate, facendole apparire come gelato al mirtillo. E poi sarebbe arrivata l’estate, la neve si scioglie e la tundra, con il suo colore dorato, si trasforma nel pianeta Marte.

La bambina pensa: “Ogni stagione ha i suoi colori.” Ha memorizzato tutti questi colori nel suo cuore e cammina sotto l’aurora boreale in questa piccola città.

La città si chiama Tiksi…

Evgenia Arbugaeva

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Due progetti che hanno il sapore delle favole, oltre a sintetizzare l'amore per la natura e l'avventura di una fotografa del nord, insieme ad un viaggio di crescita e riscoperta, a Londra con le Arctic Stories, in mostra e in vendita alla Photographers' Gallery di Londra dal 6 novembre 2015 al 1 gennaio 2016. Un evento che segnalo con largo anticipo per organizzare viaggi autunno-invernali altrettanto avventurosi e rinfrescanti per Londra.

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Evgenia Arbugaeva: la biografia di una fotografa del nord

Evgenia Arbugaeva è nata e cresciuta a Tiksi, un insediamento marittimo della russia settentrionale, situato sulla costa del Mare di Lapte.

Una piccola città della Repubblica di Yakutia, protagonista del primo reportage della fotografa andata a vivere in una grande città e a New York, tornata alla scoperta dei suo luoghi di origine dopo l'università, viaggiando per un anno con i pastori di renne di una tribù nomade.

Luoghi molto cambiati dopo il crollo dell'URSS, guardati con gli occhi nostalgici della ragazzina del nord, animata da un grande spirito si avventura e dell'amore per la natura, ereditato dal padre, allevatore di rari Siberian Husky orientali.

Della ragazzina quindicenne che ha compiuto un viaggio di studio in Connecticut, della giovane studentessa che dopo qualche tentativo come pittrice si è laureata all'International Center of Photography (ICP) di New York e lavorando come fotografa freelance, in viaggio tra New York e la Russia, tra mostra e pubblicazioni internazionali, ha ricevuto il Right Spark Award alla Magenta Foundation’s Flash Forward Competition per fotografi emergenti nel 2012, un Magnum Foundation Emergency Fund e tra le altre cose ha vinto il Leica Oskar Barnack Award 2013 al Rencontres International de la Photographie festival in Arles. Un inizio promettente che ha ancora tante storie da racontare...

Foto | Arctic Stories di Evgenia Arbugaeva, Courtesy The Photographers' Gallery di Londra

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