MIA - Milan Image Art Fair 2016: 28 aprile - 2 maggio

La sesta edizione del MIA – Milan Image Art Fair torna a The Mall, da giovedì 28 aprile a lunedì 2 maggio 2016

Nella Milano che si prepara ad affrontare gli ultimi mesi di Expo 2015, anche la sua fiera internazionale d'arte dedicata alla fotografia e all'immagine in movimento guarda al futuro, con l'edizione MIA Photo Fair 2016 pronta a far tesoro di novità e numeri della precedente, per far dialogare due universi spesso distanti, come quello della fotografia con il circuito dell'arte.

Una sesta edizione che eredita nuovo format e location, insieme ad un record di 22mila visitatori (+10% rispetto al 2014), un programma culturale più ricco e ottimi dati dalle vendite, per i 145 espositori e le opere di artisti italiani e stranieri rappresentati.

Vendite del MIA Fair 2015

Il clima positivo sviluppatosi all’interno di MIA Fair ha trovato riscontro nelle vendite, con la maggior parte dei 145 espositori ad esprimere viva soddisfazione.

Ottima performance per Officine dell’Immagine, con quattro lavori di Shadi Ghadirian (prossima protagonista al Padiglione Iran della Biennale di Venezia), due di Gohar Dashti ed uno della cinese Xing Danwen a raggiungere complessivamente la cifra di 50mila euro; bene anche mc2 gallery, con cinque fotografie di Nicolas Feldmeyer vendute a 2.500 euro l’una.

Admira lavora su più autori, raccogliendo uno spiccato interesse per le immagini di Charlotte Perriand (dieci i pezzi venduti, a cifre che spaziano dai 1.500 ai 4.900 euro); soddisfazione per Spazio Nuovo con la vendita di sei lavori in grande formato di Camilla Borghese e quattro di nuovo formato della nuova serie di Olivier Roller; per Contrasto Galleria, con Irene Kung e Sebastião Salgado, RBcontemporary con Massimiliano Gatti; per la galleria Antonia Jannone con entrambi gli autori presentati, Marco Palmieri e Drik Dickinson; per Costantini Art Gallery con Nicolò Quirico, l’Archivio Giacomelli e 29 Arts in progress con Gianpaolo Barbieri.

Tra le gallerie straniere ottimi risultati per le gallerie olandesi The Public House of Art con l’autore Eric Guo e Suite 59 Gallery; per la francese Cecile Gallet, con uno stand monografico di Caroline Gavazzi, per la giapponese Systema Gallery con Katsu Ishida.

Dati positivi arrivano anche dalla sezione Proposta MIA: Massimo Sestini, già vincitore del World Press Photo, vende quattro fotografie di grande formato a cifre che viaggiano tra i 3.000 e i 4.000 euro; Valentina Picozzi vende invece dodici opere.

Da giovedì 28 aprile a lunedì 2 maggio 2016, continuando a prolungare l'apertura oltre il consueto week-end, la fiera della fotografia ideata e diretta da Fabio Castelli, tornerà a varcare la soglia di The Mall (foto a seguire), il centro polifunzionale nell’avveniristico quartiere di Porta Nuova Varesine, con un nutrito numero di artisti ed esposizioni, premi e performance, programmi e stimoli culturali.

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ph. M. Tarantini

Posted by MIA fair on Mercoledì 29 aprile 2015

80 gallerie con 230 artisti provenienti da dodici diverse nazioni del mondo, 20 artisti indipendenti e 15 editori specializzati, tra progetti speciali e premi, dibattiti e talk.

La IV edizione di Codice Mia Portfolio Review permetterà a 45 fotografi di partecipare al Mia Fair Milano, incontrando collezionisti, art advisor e curatori di collezioni corporate e istituzionali provenienti da tutto il mondo.

L’appuntamento con CODICE MIA si terrà nella giornata di sabato 30 aprile 2016, con incontri di 20 minuti per sottoporre i propri lavori ad esperti del mercato fotografico, forniti di servizio di interpretariato per facilitare la comunicazione con i reviewer stranieri.

L’evento sarà coronato da un premio all’autore della ricerca visiva, ritenuta più significativa, per stile e originalità, dalla giuria composta da Enrica Viganò e un

panel di collezionisti, curatori, art advisor italiani e stranieri:

Pedro Barbosa, collezionista – Saõ Paulo, Brasile
Peter Coeln, collezionista – Vienna, Austria
Elaine Goldman, collezionista – New York, USA
Jim Grover, collezionista – Londra, Gran Bretagna
Charles Jing, collezionista – Atlanta, USA
Annamaria e Antonio Maccaferri, collezionisti – Bologna, Italia
Massimo Perazzo, collezionista – Milano, Italia
Nissan Perez, art advisor e curatore – Tel Aviv, Israel
Jeff Rosenheim, curatore responsabile della collezione di Fotografia del Metropolitan Museum of Art – New York, USA
Maria Sukkar, collezionista – Londra, Gran Bretagna

Al vincitore verrà riservato uno stand a titolo gratuito, nell’edizione 2017 di MIA Photo Fair a Milano, come accaduto nell'ultima edizione a Mauro Fiorese, con il suo progetto dedicato ai depositi dei musei e i segreti dei caveau delle grandi collezioni istituzionali esposti nello stand di MIA Photo Fair 2016.

Gli artisti interessati possono richiedere maggiori informazioni su modalità e costi di iscrizione e presentare le loro candidature scrivendo ad Admira, organizzatore dell’evento per MIA Photo Fair (Lucia Orsi – via Mercadante 3 – 20124 Milano – Tel. +39 02 6694278 / info@admiraphotography.it)

Per il programma degli ospiti potete iniziare a sbirciare la gallery che spazia da L’uomo che voleva raggiungere la luna di Mario Dondero e le stampe ospitate dalla Galleria Ceribelli di Bergamo, al Limbo di profughi e rifugiati di Gohar Dashti in mostra con Officine dell'Immagine, passando l'universo femminile ritratto da Giovanni Gastel con la Photo&Contemporary di Torino, a quello femminista dell’archivio fotografico di Paola Agosti con la s.t. foto.

Da Albert Watson a Mario Gicomelli, da Malick Sidibe, il Dalì di Jean Dieuzaide o il Picasso di André Villers con la Suite 59 Gallery, al viaggio in India di Gianni Berengo Gardin, Irene Kung, Sebastião Salgado e Alex Webb con Contrasto Galleria, con i mondi fiabeschi di Liu Xiaofang alla Mc2gallery, il fotogiornalismo della migrazione alla Raffaella De Chirico con “The Dream” di Fabio Bucciarelli, il Caffè Artistico Lavazza e le opere provenienti dall'Archivio Mario De Biasi, insieme a ...

Contaminazioni del corpo di Alessandro Risuleo

Alessandro Risuleo (http://www.alessandrorisuleo.com/it/), fotografo e visual artist e uno degli artisti italiani più apprezzati nell’ambito della fotografia di nudo e Fine Art, presenta in anteprima a MIA FAIR 2016 (BAG GALLERY, Stand N. P7 Corridoio B) il progetto fotografico“CONTAMINAZIONI DEL CORPO”, nuovo capitolo del percorso di ricerca sull’espressività del corpo umano in cui l’Autore inserisce, per la prima volta, la realtà aumentata per far interagire spettatore e opera.

Nato a Roma nel 1971, Alessandro Risuleo ha iniziato la propria carriera come visual artist e art director in ambito pubblicitario e in questo ambito ha acquisito grande esperienza nell’elaborazione digitale delle immagini, poi traslata in ambito fotografico nei suoi progetti che si sviluppano con una tecnica mista. Le sue immagini risultano "costruite", non "scattate"; la sua fotografia mette in relazione creato e creatore, il corpo fotografato e noi che lo osserviamo e i nostri occhi partecipano con il fotografo al processo creativo. Per quanto le immagini di Risuleo impongano un messaggio, in tutte le sue opere il protagonista è lo spettatore che attraverso le sue esperienze di vita le riscrive.

Nel nuovo progetto fotografico CONTAMINAZIONI DEL CORPO (http://www.alessandrorisuleo.com/it/portfolio/contaminazioni-del-corpo), lo sguardo elegante e originale del’Autore nel raccontare la figura umana si concentra, questa volta, solo su parti del corpo, contaminate dalle pennellate frastagliate e ruvide della vernice utilizzata per evidenziare alcune linee o sovrapposizioni di arti.

Il lavoro sembra voler trasmettere il desiderio dell’Autore di volersi distaccare dai canoni della tecnica, che vuole tutto standardizzato e tutto estremamente perfetto, e proporre invece una visione differente, dove non è l’utilizzo tecnico che conta ma è l’idea e il messaggio che devono diventare protagonisti.

Va evidentemente in questo stesso senso la scelta dell’Autore di inserire, in questo nuovo lavoro, un elemento in più per far comunicare l’opera stessa con lo spettatore. Grazie alla realtà aumentata e un’applicazione specifica da utilizzare con il proprio smartphone, le immagini inquadrate prendono vita e diventano parte di un’animazione che racconta altro e dove lo spettatore diventa inconscio protagonista (qui un video che ne dimostra il funzionamento: https://vimeo.com/160339974)

L’intento dell’Autore non è né la tecnologia né l’effetto scenico, ma l’interazione che si crea tra spettatore e opera. Così le “contaminazioni” prendono il sopravvento su chi in quel momento sta osservando e “inconsapevolmente” interagisce con un oggetto che per definizione dovrebbe essere “inanimato”, la fotografia. Lo spettatore diventa parte dell’opera stessa.

Oltre a CONTAMINAZIOI DEL CORPO, a MIAFAIR sarà possibile ammirare altri due progetti di Alessandro Risuleo: Stati d’essere e Anime Pure.

In “Stati d'essere” (Moments of being), la figura umana è imprigionata all’interno di un tessuto in tensione che toglie e sottrae le forme ma crea drappeggi che ricordano le linee di classiche sculture marmoree. Ritorna il tema della “materia” (in questo caso il tessuto) che nasconde e contamina il corpo. L’intervento grafico all’interno dell’immagine illustra e descrive il progetto denominato “Stati d’essere”. Ogni singola immagine infatti ha un titolo che indica un tratto caratteriale preciso, Razionale, Altruista, Incoraggiante, Libero, Fragile etc. etc. il disegno dietro la figura illustra e descrive questo titolo.
http://www.alessandrorisuleo.com/it/portfolio/moments-of-being

In “Anime pure” (Pure souls) tra la figura umana e lo spettatore viene inserito un elemento trasparente (teli di nylon) che non permettono una visione chiara e pulita dell’immagine ma allo stesso tempo si percepisce bene il corpo nudo della persona. Una donna che si muove, il corpo non è statico ma dinamico, e il movimento è accentuato dall’effetto mosso e sdoppiato della figura stessa. Allo stesso tempo il dinamismo è in qualche modo frenato, imprigionato, all’interno di un elemento estraneo che non permette il completo liberarsi. L’opera diventa metafora di uno stato sociale in cui spesso la donna si trova a combattere per potersi esprimere liberamente, boccata dai pregiudizi o da arretrate regole morali.
http://www.alessandrorisuleo.com/it/portfolio/pure-souls

Il viaggio di Risuleo non è finito e forse mai lo sarà. I suoi corpi ora risiedono in un'altra dimensione, nella quale la bellezza resta incorruttibile e indeteriorabile, e grazie a lui hanno la possibilità di connettersi con il mondo, con noi.

BAG GALLERY
Stand N. P7 Corridoio B

L’anima svelata di Thierry Radelet

Le Gallerie Maspes presenteranno il progetto fotografico L’anima svelata di Thierry Radelet.
L’esposizione è il risultato del grande interesse di Radelet, fotografo, restauratore e diagnosta dei beni culturali, per il rapporto tra arte e scienza, che si incontrano proprio in queste immagini.
Nel corso della sua carriera Radelet ha analizzato, e spesso radiografato, capolavori della storia dell’arte; da qui l’idea di trasformare alcune delle radiografie più significative in vere e proprie opere fotografiche.
Il progetto che ha avuto un’anteprima lo scorso anno allo Spazio Bianco di Torino, è stato sviluppato e ampliato su idea di Francesco Maspes, in seguito alle molteplici collaborazioni con Radelet.
In contemporanea all’appuntamento di MIA Fair, le Gallerie Maspes ospiteranno una sezione della mostra nella propria sede di via Manzoni, proponendo una ventina di opere.
I soggetti ritratti nelle fotografie sono capolavori scultorei (bronzi, legno e carta pesta) e policromie su tavola, di autori quali Donatello, Beato Angelico e Giambologna che, attraverso il sapiente lavoro di Radelet, svelano la loro “anima” materiale e strutturale: pentimenti e correzioni in corso d’opera, ombre e chiodi riportati in luce raccontano all’osservatore qualcosa di nuovo e profondamente intrinseco, permettendo di guardare le sculture da un punto di vista totalmente inusuale.

Domenica 1 maggio, all’interno del programma culturale di MIA Photo Fair 2016, Thierry Radelet illustrerà il ruolo tra fotografia e radiografia nella sua indagine alla tavola rotonda "Nuove tecniche a confronto: ologramma e radiografie d'arte".

Gallerie Maspes

Filum – una visione contemporanea di Caravaggio di Monica Silva

La galleria Bianconi presenta il progetto fotografico Lux et Filum – una visione contemporanea di Caravaggio a MIA FAIR 2016 della fotografa Monica Silva (www.monicasilvaart.com), grande ritrattista, stimata da critici e pubblico, e versatile artista. Il progetto è una rivisitazione in chiave contemporanea di alcune famose opere di Michelangelo Merisi e non solo si ispira ai lavori più famosi dell’Artista, ma li rilegge ponendosi alla base una semplice domanda: come sarebbero stati dipinti oggi quegli stessi quadri dal suo autore?
Il fascino di queste fotografie è dato dalla grande complessità dei registri espressivi di diverse epoche e sensibilità ed è un'operazione in cui passato e presente si fondono in un simbolismo iconografico comune la cui matrice classica si anima di luci e colori incredibilmente insoliti e ciò è possibile solo grazie alle competenze tecnologiche della fotografia di oggi.

"Lux et Filum" delinea un percorso per immagini in cui simboli e composizioni seguono il ritmo della creatività e della stravaganza. La sequenza di apertura è "Sacro Pasto" (Cena in Emmaus), che invita lo spettatore ad entrare in un mondo reinventato di Caravaggio dove i ruoli risultano invertiti e le opere più conosciute vengono eseguite con una luce morbida e diffusa. Ecco, allora, il buon pastore, il Cristo risorto delle Scritture, nel corpo di una bella donna che invita gli ospiti a cena. Il suo corpo proteso in avanti, seguendo la composizione del dipinto originale di Caravaggio, vuole indirizzare gli occhi dello spettatore verso il centro del telaio, offrendo una nuova connotazione espressiva, piena di sensualità e intimità. In “Lux et Filum” dell'aura sacralità del XVII secolo non rimane altro che un pallido ricordo, stimolato dal contrasto dell’irriverente cultura contemporanea di oggi.

Al di là di un disorientamento iniziale, il progetto riflette l'andamento storico del mezzo fotografico e la sua evoluzione nel tempo. Immagine dopo immagine, l'attenzione si sposta sul percorso che la "meravigliosa invenzione" ha dovuto attraversare prima di diventare quello che noi tutti oggi conosciamo come lo strumento di comunicazione più versatile e democratico (estratto dal testo critico di Denis Curti).

“Le opere che verranno esposte al MIA FAIR 2016, Picturesque (San Gerolamo) e Sacro Pasto (Cena di Emmaus) sono un’anteprima delle 12 immagini che compongono il progetto – ha commentato Monica Silva - con questa mia personale ricerca ho ripercorso le orme del passato per raccontare il presente, immaginandomi un Michelangelo Merisi del Duemila che, ispirato dallo stesso fervore artistico che lo ha contraddistinto nel Cinquecento, deve fare i conti con la poco poetica modernità. Gli scatti che emergono risultano molto stimolanti e anche visionari: dal Bacco, Tabacco et Venere impersonato da un ragazzo di colore, champagne e un manichino da negozio di vestiti, al Sacro Pasto con la rappresentazione delle 4 religioni principali. Con queste opere ho cercato di conferire ad un pittore glorioso e influente nei secoli come il Caravaggio, un'estetica ancora oggi potente, nuova, rivoluzionaria. Il progetto vuole inoltre far scaturire un’ovvia considerazione sulla corrispondenza tra pittura e fotografia e non solo sulla distanza, aumentata nei secoli, tra i due strumenti artistici.”

Galleria Bianconi
Stand 41, Corridoio B

MIA – Milan Image Art Fair 2016
28 aprile – 2 maggio 2016
The Mall
P.zza Lina Bo Bardi
Porta Nuova Varesine
Piazza Lina Bo Bardi, 1
Milano

MIA FAIR, i dati dell'edizione 2016: 24.000 visitatori

MIA PHOTO FAIR: IN CRESCITA PUBBLICO E VENDITE
Si è chiusa a Milano, con ottimi riscontri, la sesta edizione di MIA Photo Fair, l’unica fiera italiana dedicata alla fotografia d’arte. Il numero di visitatori cresce del 10% circa (raggiungendo quota 24.000 presenze); la quantità di operatori che hanno realizzato vendite ammonta all’85%, superando di oltre quindici punti percentuali i risultati del 2015.

Bilancio ampiamente positivo per la sesta edizione di MIA Photo Fair. L’unica fiera italiana dedicata alla fotografia d’arte, in scena a Milano dal 29 aprile al 2 maggio scorsi, va in archivio con un ottimo riscontro di pubblico e con un confortante “segno più” alla voce vendite. Complice la durata prolungata dell’evento – quattro giorni di fiera al posto dei canonici tre, con la conferma del lunedì e l’apertura al pubblico anticipata alla giornata di venerdì – sono stati raggiunti i 24.000 visitatori, con un +10% rispetto all’edizione record del 2015; mentre ammontano all’85% gli operatori, tra gallerie e artisti indipendenti presenti della sezione Proposta MIA, riusciti a concludere vendite. Un anno fa erano stati circa il 70%.
“Questa edizione ci lascia sensazioni confortanti, sia per quanto riguarda la cultura della fotografia in Italia sia per ciò che concerne il mercato” commenta Fabio Castelli, ideatore e direttore di MIA Photo Fair. “Abbiamo notato come il pubblico sia sempre più maturo, attento, competente; e come l’aumento del volume delle vendite, con l’acquisto di diversi pezzi a cifre anche importanti, dimostri il crescente interesse da parte dei collezionisti”.

I gusti del pubblico, misurati in termini di acquisti, premiano in modo equilibrato i grandi maestri storicizzati e gli autori contemporanei. Buoni risultati, da Admira, hanno avuto le firme più note del Neoralismo (da Fulvio Roiter a Mario De Biasi passando per Nino Migliori, con una decina di vendite per un range compreso tra 1.200 e 3.000 euro) ma anche Charlotte Perriand, con una dozzina di esemplari venduti a cifre che oscillano tra i 1.500 e i 5.000 euro; Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea ha avuto invece particolare successo con gli scatti vintage di Franco Fontana (3.500 – 5.500 euro); mentre la londinese 29 Arts in Progress ha visto un interesse spiccato per Gian Paolo Barbieri, con prezzi tra i 5.000 euro (per le polaroid) e i 6.000 – 7.000 euro.
Si conferma l’attenzione dei collezionisti per la fotografia italiana: esiti positivi per Glauco Cavaciuti (con Massimo Gatti, Giuseppe Mastromatteo e Fabiano Parisi, tutti attorno ai 5.000 euro) e per la Bag Gallery (con Gianni Pezzani, Maria Cristina Coppa e Giovanni Marinelli a 1.500 euro); ma anche per DaDA East Gallery, che presentava una monografica di Maurizio Galimberti (dieci i pezzi venduti a cifre che oscillano tra 1.000 e 6.000 euro) e per Riccardo Costantini Contemporary, soprattutto per le opere di Edoardo Romagnoli. Menzione particolare per la MLB Maria Livia Brunelli Gallery di Ferrara, con il successo di Silvia Camporesi, trainato dalla conquista da parte dell’artista del Premio BNL Gruppo BNP Paribas: tre i pezzi venduti a cifre tra i 2.000 e i 6.000 euro, con un’opera acquisita dalla collezione di Antonio e Annamaria Maccaferri.

Capitolo estero: si conferma la milanese Officine dell’Immagine, che bissa gli ottimi riscontri del 2015 presentando una selezione di artisti di area mediorientale, con Gohar Dashti, Shadi Ghadirian e soprattutto Jalal Sepehr che vendono per un totale di 47.000 euro. Nel segno della continuità anche un altro spazio meneghino come mc2 gallery, che riceve riscontri positivi per la personale di Liu Xaofang (fra i 3.000 e i 5.000 euro); buona la prima invece per la veronese Boxart, al suo debutto a MIA Photo Fair, che oltre a Mauro Fiorese (venduto a cifre tra i 7.000 e gli 8.000 euro) propone con successo Liu Bolin (15.000 – 20.000 euro). La belga Mazel Galerie realizza vendite con entrambi gli artisti proposti (Antoine Rose e Mauro Timmermans, tra i 4.000 e gli 8.000 euro), mentre la tedesca Galerie Voss ha visto un forte interesse per Iwajla Klinke, filmmaker e fotografa quotata tra i 5.200 e i 6.800 euro.
PREMI – Nell’ambito di MIA Photo Fair è stato assegnato il Premio BNL Gruppo BNP Paribas, giunto alla sua quinta edizione, a Silvia Camporesi (Faenza, 1973), presentata dalla MLB Maria Laura Brunelli Gallery con l’opera Planasia #12, entrata nelle collezioni dell’istituto di credito.

Vince la prima edizione del Premio Massimo Gatti, istituito da MIA Photo Fair e dalla galleria Glauco Cavaciuti, Massimo Sestini (Prato, 1963): il fotografo, considerato il più interessante tra quanti si sono presentati in forma indipendente nella sezione “Proposta MIA”, ottiene un premio in denaro e l’allestimento di una mostra personale negli spazi della stessa galleria Cavaciuti.
È la croata Jovana Popić (Zadar, 1977 – vive e lavora a Berlino) a vincere la quarta edizione di Codice MIA, l’originale portfolio review che offre all’artista considerato più meritevole da una rigorosa giuria internazionale la possibilità di esporre gratuitamente con uno stand personale nella prossima edizione della fiera. Menzione d’onore per Gabriele Corni (Bologna, 1972).
Grande interesse da parte del pubblico per le proposte del programma culturale: partendo dalle interviste di Sabrina Donadel ad alcune coppie di importanti collezionisti e arrivando al contributo di Patricia Urquiola sul rapporto tra fotografia e design; passando per i talk con i maestri della fotografia contemporanea: su tutti Ferdinando Scianna, Paola Agosti – che in qualità di vincitrice del Premio “Tempo Ritrovato – Fotografie da non perdere” dedicato agli Anni Settanta ha raccontato la sua esperienza giovanile come fotoreporter che ha documentato i movimenti di protesta femminista – e Settimio Benedusi, che ha dato conto della sua recente esperienza di cammino dalla Liguria a Milano, a piedi e senza budget, con la fotografia usata come merce di scambio per ottenere vitto e alloggio.

Milano, 3 maggio 2016

Foto | MIA Photo Fair 2016
Via | CLP Relazioni Pubbliche

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