Emi Anrakuji: un corpo per visioni conturbanti

I conturbanti autoritratti di Emi Anrakuji esplorano le pieghe intime del suo corpo insieme a quelle dell'inferno di dolore e piacere

Con autoritratti velati di intimità, frammenti di conturbante anatomia e riflessi di una complessa identità celata dalla lunga chioma d'ebano e dalle ombre del suo abisso privato, l'inafferrabile Emi Anrakuji ci lascia sbirciare nel nostro inferno personale.

Visioni sublimi che prendono vita dall'esplorazione fotografica delle pieghe intime del suo corpo, intrappolato da una lotta decennale per la sopravvivenza in 1800 millimetri di infernale sofferenza, scatenata da un tumore al cervello che ha compromesso per sempre la vista (con un occhio cieco e l'altro affetto da ambliopia congenita), trasformando la fotocamera in nuovi occhi.

“A long time passed in my hospital bed before I finally saw a little ‘microcosmos’ within my range of vision. I started to make out the lace of the pillow and the stains on the sheets. So I photographed them. I couldn’t tell if the printed images were macro or micro, but I discovered the existence of a universe beyond my hospital bed. That was a pivotal moment – when the camera became my eyes and a part of my body.”

Emi Anrakuji, Intervista a cura di Donatella Montrone su Lens Culture

série : 1800 Millimètre

I conturbanti autoritratti di Emi Anrakuji esplorano le pieghe intime del suo corpo insieme a quelle dell'inferno

1800 millimetri. La dimensione del suo letto per dieci anni di cieco recupero solitario, esplorata da una nuova prospettiva sul mondo e un linguaggio perfetto per sondarne molti altri, con 10 secondi di autoscatto e tutta l'alchimia necessaria a distillare sofferenza conturbante.

Una visione unica e personale per migliaia di stampe fotografiche, raccolte in album fotografici fatti a mano dall'appassionata di disegno e carta, successivamente in preziose edizioni artigianali Nazraeli Press.

Il raffinato linguaggio di chi vive la duplice dimensione di artista e soggetto che lascia incontrare realtà e finzione. Un linguaggio che non ha tardato a rendere Emi Anrakuji uno dei fotografi emergenti più interessanti del Giappone, notato da Daido Moriyama nel 2004, apprezzato ormai da tutto il mondo.

Una foto pubblicata da jesse taylor koechling (@koechling) in data: 29 Mag 2015 alle ore 18:05 PDT

Il suo ultimo progetto “1800 mm" è appena stato in mostra alla Miyako Yoshinaga di New York, potete trovare i suoi scatti alla Charles A. Hartman Fine Art di Portland, ma se avete voglia di approfondire la conoscenza della fotografa, la Camera Gallerie di Parigi, dal 17 settembre al 31 ottobre 2015, si prepara ad ospitarla insieme alla sua prima personale francese, con una selezione di stampe del progetto «1800 mm» e di quelle raccolte nel fotolibro «Ipy» con il suo studio sulla donna giapponese in una società dominata dagli uomini.

Una foto pubblicata da In Camera Galerie (@incameragalerie) in data: 11 Ago 2015 alle ore 08:09 PDT

Foto | © Emi Anrakuji courtesy in camera galerie, Paris & Miyako Yoshinaga, New York

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