Camera Restricta: un prototipo contro le foto banali

Il prototipo disubbidiente di Philipp Schmitt impedisce di scattare foto banali


Il nostro è un mondo pieno di contraddizioni. Forse è per questo che, mentre i progressi della tecnologia si prodigano per dotare di apparecchiature fotografiche anche i collari hi tech degli animali, consentendo proprio a tutti di riprendere qualsiasi cosa da prospettive diverse, la maggior parte della immagini che affollano il mondo finiscono per somigliare ad 'opere d'arte' degne della loro epoca della riproducibilità tecnica, con un grado di somiglianza e banalità che avrebbero disturbato anche Walter Benjamin.

Uno spiccato grado di omologazione e mancanza di originalità che ottenebra gli sguardi, prima ancora degli obiettivi di ogni forma e calibro, stimolando sfoghi, riflessioni e provocazioni.

Uno "strumento disubbidiente per scattare fotografie uniche" come quello progettato da Philipp Schmitt con Camera Restricta rischia comunque di stimolarle tutte.

Il prototipo di custodia per smartphone, stampata in 3D dell'interaction designer e fotografo tedesco, monitorando circa 35 metri quadrati di area circostante all'obiettivo con un localizzatore GPS, contando un numero eccessivo (in base ad una soglia stabilita in partenza) di istantanee pubblicate online (da Panoramio, Flick e affini), impedisce di scattarne altre, bloccando il mirino.


Un sistema repressivo/selettivo del quale ovviamente ci si può sbarazzare insieme alla custodia, strizzando entrambi gli occhi a quanti affidano al corpo macchina quelle capacità che appartengono solo allo sguardo e al talento di un fotografo.

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