Nunca Más: (mai più) tauromachia nelle foto di Guido Orsini

La morte che aleggia su ogni forma di vita nutre da secoli la dualità che si estende a uomo e donna, bestialità e Innocenza, il toro e il Minotauro dell'iconografia mitologica e allegorica della tauromachia, insieme al sapore di sangue e polvere, tradizioni e glorie che si levano dalle arene di vecchio e nuovo mondo, quanto dalle celebri incisioni di Goya o le opere di Picasso.

L'eterna allegoria della vicenda umana con un significato talmente ampio da diventare sinonimo di Corrida nei paesi di tradizione iberica, dalla Spagna all'America Latina, quanto nel vibrante “Matador” di Guido Orsini.

Un progetto fotografato nell'arena colombiana di Cartagena nel 1995, esposto per la prima volta alla galleria Acta International di Roma, con la sinfonia di colore e movimento che anima Nunca Más a cura di Manuela De Leonardis, e la stessa forza vitale del mai più che anche la Spagna di Podemos è pronta a estendere allo spettacolo della tauromachia. Dalle ore 18.30 di venerdì 6 novembre 2015, al 28 novembre 2015.

Nunca más - Fotografie di Guido Orsini

Nunca más, mai più. Non è una semplice locuzione avverbiale. E’ il manifesto della follia umana che mai più dovrà ripetersi. Nella storia dell’ultimo secolo nunca más viene associato ai desaparecidos dell’Argentina e, quarant’anni prima, ai sopravvissuti del ghetto di Varsavia. Momenti tra i più bui e drammatici del XX secolo.
 
Invece, con le fotografie di Guido Orsini della serie matador è alla corrida di tori che si dice basta. Che la tauromachia sia uno spettacolo che risale al II millennio a.C. non è certo un dato sufficiente per giustificare il perpetuarsi delle atrocità legalizzate inflitte ai tori.

Gli animalisti di tutto il mondo non si sono mai dati per vinti, esprimendo indignazione e rabbia, ed ora che in Spagna Podemos è salito al potere possono finalmente dire mai più.

Per qualcuno era addirittura considerata patrimonio culturale, questa cruenta tradizione diffusa prevalentemente in Spagna, in alcune zone del sud della Francia e del Portogallo e in molti paesi dell’America Latina.
 
L’artista fotografa la corrida a Cartagena, in Colombia, nel 1995. Il primo giorno osserva dagli spalti, in alto, l’azione che si svolge nell’arena. Torna il secondo giorno, ma stavolta è concentrato solo sui dettagli. La distanza crea mistero, là dove la tensione è percepibile come entità a sè stante. Affascinato, ma anche stordito dal ritmo serrato dei rituali del combattimento, egli demanda al mezzo fotografico il ruolo di testimone.
Nell’arco di un’ora e mezza, due ore, durante le quali tre toreri si alternano per matare due tori ognuno, Orsini realizza una quarantina di scatti di cui ventisei vengono esposti per la prima volta alla galleria Acta International.
 
In Nunca Más fotografie di Guido Orsini colori e movimento sono i due protagonisti di un’evocazione in cui la narrativa è costruita sull’immaginazione. Colori brillanti, seducenti - oro, magenta, azzurro, rosso - investiti di significati simbolici.

"Il fotografo non dà giudizi di sorta, si lascia semplicemente catturare dal vortice di colori, provando emozioni contrastanti. Aspetta trepidante il momento conclusivo. Il sacrificio che fa esultare la folla, erede forse di quella forma di espiazione che secoli addietro aveva portato il patibolo nelle piazze, trasformando la morte in un rito di redenzione collettiva."
Manuela De Leonardis

In occasione della mostra sarà realizzato un libro d’artista in edizione limitata.
 

Nunca más
Fotografie di Guido Orsini

6-28 Novembre 2015
Acta International Roma
via Panisperna, 82-83
martedì - sabato, ore 15.30-19.30

Foto | Nunca más Fotografie di Guido Orsini, Courtesy Manuela De Leonardis

  • shares
  • Mail