Lisetta Carmi: il senso della vita e della fotografia

A 92 anni Lisetta Carmi ha ancora molto da insegnare sul senso della vita e la fotografia che ha usato per capire

Il senso della vita è sinuoso, a tratti incredibile, come le movenze della sua logica, soprattutto per chi la vive intensamente e a lungo, a ritmo con musica, fotografia e spiritualità, come Lisetta Carmi.

Un ritmo travolgente, nato a Genova il 15 febbraio 1924 in seno ad una famiglia borghese di origini ebraiche, nutrito da un talento per la musica, uno sguardo da fotogiornalista attenta agli umili, la spiritualità di chi si sente libero di dar voce alle cose essenziali, quelle che accendono ancora di lucida vitalità lo sguardo azzurro della signora ormai novantaduenne.

«Nella vita ho lavorato così tanto che non so come ho fatto ad arrivare a 92 anni. Ma un segreto c'è: mangio pochissimo, bevo acqua calda, vivo con poco. E soprattutto sono una persona libera»

Lisetta Carmi

La lunga vita di una donna, sopravvissuta all'orrore e la solitudine delle persecuzioni razziali con il pianoforte e una carriera da concertista, interrotta dall'urgenza di vivere il presente (la svolta a destra generata dagli avvenimenti politici italiani con il governo Tambroni).

«Ho smesso di suonare da un giorno all'altro. Volevo andare a una manifestazione in Porto e il mio maestro mi disse: E se ti fai male a una mano? E allora ho detto basta al pianoforte. Le cose bisogna farle e lasciarle. Nella vita sono stata fortunata, ho avuto l'intelligenza per scegliere ed è accaduto tutto quello che doveva accadere»

Lisetta Carmi

Quello che accade fu l'incontro con la fotografia e lo strumento per intraprendere il percorso di ricerca esistenziale che inizia dietro l'obiettivo dell'Agfa Silette, acquistata per andare alla scoperta della Puglia visitata con l’amico etnomusicologo Leo Levi, intento a studiare i canti di una comunità ebraica.

"Se sai suonare uno strumento puoi fare qualunque cosa nella vita. Perché la musica ti dà un anima. E la fotografia fu il corpo in cui la incarnai"

Lisetta Carmi

San Nicandro, Rodi Garganico, Venosa, le catacombe ebraiche, impressi nei primi scatti della fotografa autodidatta, curiosa e intraprendente, saranno presto seguiti da quelle piccole «cose elementari» che rinviene lungo la strada del quotidiano, stampa e spedisce alle redazioni dei giornali.

Questo prima di diventare fotografa di scena al teatro Duse di Genova (dal 1961 al 1964), l'autrice di un reportage commissionato dalla Cgi sul porto di Genova, delle fotografie insignite del prestigioso Premio Niépce che per molti restano le più belle mai scattate ad Ezra Pound.

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L'11 febbraio 1966 il direttore dell'Ansa chiese alla Carmi di accompagnarlo a Sant'Ambrogio, vicino a Rapallo, per intervistare il controverso poeta, reduce dai tredici anni di reclusione nel manicomio criminale di St. Elisabeths a Washington.

Pound abita in una casa povera e spoglia con cassette della frutta usate come libreria e dopo una lunga attesa, si presenta alla porta e all'obiettivo della Leica della Carmi in vestaglia e ciabatte, emergendo esangue e spettinato dal buio della stanza, come dalle 21 fotografie scattate in quattro minuti di domande dell'intervistatore, alle quali il poeta non risponde.

Secondo Umberto Eco le 11 foto che saranno scelte per il reportage raccontano dell'uomo e del poeta più di quanto sia mai stato scritto su di lui, mentre immagini e percorso critico-letterario finiranno nelle pagine di "L'ombra di un poeta. Incontro con Ezra Pound" edito da O Barra O Edizioni il 1 maggio 2005.

Fotografie potenti che colpiscono, come quelle che raccontano senza falsi pudori le fasi del parto di una giovane donna al Galliera o la vita dei travestiti di via del Campo, impressi per anni su pellicola con la Bella Elena ex gruista all' Itasider, La Gitana ex amante di De Pisis o la Morena, famosa per aver ispirato la Bocca di Rosa di Fabrizio De André. Tutti ricordati con affetto e profondo rispetto per i chiaroscuri della loro identità.

«Pasquale il Napoletano, la Bella Elena, la coppia di spagnoli...C'era chi li chiamava brutta gente, ma i brutti erano i clienti, borghesi, preti e stranieri che arrivavano con le navi»

Lisetta Carmi

Un progetto che un uomo illuminato come Sergio Donnabella trasforma anche in un libro (Lisetta Carmi, Travestiti, Essedi Editore, Roma 1972) che, nonostante la presentazione romana con Dacia Maraini e Alberto Moravia, nell'Italia del 1972 le librerie si rifiutano di esporre.

Dopo viaggi in Sardegna e in Sicilia insieme all'amico Sciascia, in Grecia, Israele, Afghanistan, India e Sud America, con l'obiettivo puntato sugli studi degli artisti e il deserto, le vie di città desolate e i volti dei profughi, durante un viaggio in Oriente avviene l'incontro con Babaji, ultima incarnazione di uno yogi immortale che vive sull'Himalaya. Un incontro mistico e spirituale che spinge la Carmi ad abbandonare la fotografia e fondare nel 1979 in Puglia, l'Ashram di Cisternino, il primo edificato in Occidente, dove vive da allora.

Lo stesso luogo dove Daniele Segre nel 2010 l'ha trovava, intervistata e resa protagonista del viaggio documentario "Lisetta Carmi. Un'anima in cammino" (il trailer nel video) dedicato ad una vita affascinante, come già fatto da Patrizia Pentassuglia nel 1993 con la sua tesi trasformata nella prima biografia letteraria della Carmi, "Una vita alla ricerca della verità: l'esperienza fotografica in Lisetta Carmi" e in seguito da Giovanna Calvenzi con "Le cinque vite di Lisetta Carmi" (Bruno Mondadori, febbraio 2013), la stessa Lisetta Carmi con "Ho fotografato per capire" (Peliti Associati, Roma 2014).

Lo sguardo di una donna piena di passione e coraggio che la Casa dei Tre Oci di Venezia, offre con un caleidoscopio di punti di vista, mentre l'allestimento di Giovanni Battista Martini, nella Loggia degli Abati del Palazzo Ducale di Genova, dedica a "Lisetta Carmi. Il Senso della Vita. Ho fotografato per capire", con una delle mostre più complete sul suo percorso di esplorazione del mezzo e della vita.

«Non ho mai lavorato per il successo, ma per capire l'umanità»

Lisetta Carmi

220 fotografie che tornano sulle chiatte del porto di Genova e tra i suoi travestiti, a contemplare con empatia e dignità le sofferenze degli ultimi e quelle del quotidiano, i volti della strada, quanto quelli dei personaggi celebri come Ezra Pound e un giovanissimo Carmelo Bene, Edoardo Sanguineti o Fontana inedito, all'opera per il suo Ambiente Spaziale nella Galleria Deposito.

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Lisetta Carmi. Il senso della vita.Fino al 31 gennaio 2016 nella Loggia degli Abati Genova rende omaggio a Lisetta...

Posted by Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura on Martedì 17 novembre 2015

Lisetta Carmi.
Il senso della vita.
Ho fotografato per capire

Fino al 31 gennaio 2016
Loggia degli Abati

martedì-venerdì, ore 15-19,
sabato e domenica, ore 11-19
lunedì chiuso
la biglietteria chiude alle 18

Biglietti
Intero € 5
Ridotto € 4
Scuole € 3
Biglietto congiunto con la mostra “Brassaï, pour l’amour de Paris” € 10,00

In contemporanea, "Lisetta Carmi. La lucida visione" alla Galleria Martini & Ronchetti di Genova, dal 24 novembre 2015 al 31 gennaio 2016, offre la visione di una quarantina di foto vintage, stampe originali d’epoca (1962 - 1971) dei celebri ritratti di Ezra Pound, dodici rare immagini scattate nel 1966 ad Amsterdam, al movimento di protesta Provo, un piccolo nucleo di immagini scattate nella metropolitana di Parigi nel 1965, altri viaggi e altre persone ancora ... che potete già sbirciare online (qui).

Foto | Lisetta Carmi. Il senso della vita, Courtesy palazzo Ducale di Genova