Athos, i colori della fede di Stratos Kalafatis

“Il Monte Athos è difficile da fotografare: non tanto perché resiste al carattere laico della fotografia, ma piuttosto perché ha bisogno di tempo per essere svelato. Da più di mille anni rimane nascosto dietro una pittoresca semiologia, un folklore sentimentale, dietro interpretazioni mistiche e rivelazioni miracolose. È un mondo fatto di silenzio e di mistero, un luogo sospeso, in bilico tra passato e presente, tradizione e libertà, forza e debolezza, tra il buio e la luce. E non è semplice superare la sua storia poderosa, la sua religiosità esasperata e creare immagini che rispettano il luogo senza ledere l’autonomia creativa del fotografo.”

Stratos Kalafatis

La difficoltà di avere anche solo accesso, al più spettacolare complesso monastico d’Europa e all'ascetismo che permea l'intero territorio del terzo dito della Penisola Calcidica, con la sua Repubblica autonoma dalla Grecia e una tradizione millenaria completamente chiusa alle donne e al contemporaneo, rende ancora più prezioso il pellegrinaggio fotografico realizzato da Stratos Kalafatis sulla montagna sacra dell'ortodossia e la gamma cromatica di contrasti e sfumature condivise dal suo Athos.

25 visite per 200 giorni di pellegrinaggi fotografi, realizzati in 6 anni, tra il 2008 e il 2013, raccolti in un libro e le 120 immagini in mostra con “Athos, i colori della fede”, al Palazzo Saluzzo Paesana in occasione del Festival Torino Spiritualità 2015.

Athos, I Colori della Fede di Stratos Kalafatis


“Sul Monte Athos non nascono vite umane”. Questa costatazione di Stratos Kalafatis richiama una delle particolarità più significative di Monte Athos, il famoso “Avaton”, il divieto assoluto di accesso alle donne. La stessa frase segna i mondi interiori che il fotografo sceglie di raccontarci e i ritratti dei loro protagonisti che rivelano fede profonda, bisogno o disperazione. In questo mondo dominato dai maschi, le storie di Kalafatis si dispiegano su una gamma cromatica ben più ricca rispetto al nero rigoroso del saio monastico. Il risultato è un Monte Athos dipinto con colori brillanti, a volte abbaglianti e ipersaturi, in modo da ottenere un forte contrasto, un chiaroscuro denso, che ci rimanda alla pittura del Caravaggio o di Rembrandt.

Descritto così, il centro del Monachesimo Cristiano Ortodosso, alla fine del primo decennio del XXI secolo diventa un anello della lunga catena di documentazioni fotografiche dello stato monastico. Il primo fotografo ad arrivarci è stato Sebastianof che, nel 1860, ha prodotto circa 40.000 scatti su lastra di vetro. Sono seguiti, nel XX secolo, dei nomi illustri come Stephane Passet e Fred Boissonnas, oltre ad una serie di famosi fotografi greci negli anni '50 e '60, come Takis Tloupas, Kostas Balafas, Spyros Metletzis. Kalafatis ha subìto, come molti altri fotografi prima di lui, il fascino singolare e irresistibile di Monte Athos e ha tentato di catturare l’immagine della vita monastica da una nuova prospettiva proponendo una versione inedita del più spettacolare complesso monastico d’Europa. Non è stato un turista, né tantomeno un fotografo invadente. Ha visitato il Monte Athos con estremo rispetto, si è avvicinato ai monaci gradualmente, ha parlato con loro, è stato ospite nelle loro celle, ha accettato la loro benedizione e i loro doni. E alla fine si è guadagnato la loro fiducia e ha avuto il permesso di immortalarli con la macchina fotografica. Ma “non mi è stato consentito di scattare foto all’interno delle chiese, durante le funzioni, né di fotografare i cimeli che sono considerati proprietà spirituale dei monasteri. Questo in fondo è stato per me il vero Avaton del Monte Athos”.

Athos, I Colori della Fede
Stratos Kalafatis

20 Settembre al 25 Ottobre 2015
Palazzo Saluzzo Paesana, appartamento padronale
via della Consolata, 1bis
Torino
Ingresso libero
martedì-sabato, ore 15.00-19.00
domenica, ore 11.00-19.00
su appuntamento telefonando al numero 347 0103021

In Italia la mostra, a cura di Afrodite Oikonomidou e Enrico Debandi, viene organizzata in collaborazione con l'Associazione Piemonte Grecia e la Fondazione Ellenica di Cultura-Italia e si inserisce all'interno del programma di Torino Spiritualità 2015.

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EVENTI COLLATERALI

Il Sacro senza tempo
Tavola rotonda nell’ambito di Torino Spiritualità 2015, per approfondire il tema del monachesimo e dell’ascetismo

“Ci sono luoghi che sopravvivono come forme eterne dentro un tempo volatile. Sono gli spazi del sacro: monti, monasteri, eremi e chiostri protetti da una inviolabilità millenaria, punti di congiunzione fra terra e cielo in cui la materia si fa sottile e il panorama esteriore si dissolve nella visione interiore”.

25 Settembre, ore 15.30
Circolo dei Lettori, Sala Grande
Interverranno:
Enzo Bianchi, Priore del Monastero di Bose
Frate Antonio Belpiede, Procuratore Generale Dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini
Igumeno Ambrogio, Chiesa Ortodossa Russa di Torino
Giorgio Boatti, scrittore
Stratos Kalafatis, fotografo
Monaco Athonita

Inoltre, per il pubblico interessato ad avvicinarsi di più al Monte Athos e alla sua cultura si terranno a Palazzo Saluzzo Paesana

Performance di danze tradizionali greche con il Gruppo di Danza dell’Associazione Piemonte-Grecia “Santorre di Santarosa”
Sabato 3 Ottobre, ore 17.30

Concerti di Canto Bizantino con il coro Irini Pasi Ensemble
Domenica 11 e Sabato 17 Ottobre, alle ore 17.00

Conferenza sulla Storia Bizantina a cura del Protopresbitero Iosif Restagno
Mercoledì 14 Ottobre alle ore 17.00

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I primi residenti della cella dei Karamanlidi provenivano dall’Asia Minore, da lì proviene anche l’appellativo. Padre Nectarios e il suo assistente Cristoforos, dopo il servizio militare, hanno deciso di ritirarsi a Monte Athos facendo il mestiere di sarti a Karies. I cinquant’anni della loro vita comune si raccontano nel loro sguardo singolare. Li ho fotografati anni fa e dopo tanto tempo sono tornato a trovarli per mostrare loro le foto. Nectarios si era “addormentato”. L’ex assistente e attuale Padre della cella si è commosso e con un cenno ci ha guidato alla tomba. Si è chinato vicino alla croce tenendo in mano la foto e ci ha detto: “fateci un’ultima foto insieme…”
Stratos Kalafatis

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Foto | Athos, i colori della fede di Stratos Kalafatis, Courtesy Palazzo Saluzzo Paesana

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