Soviet Bus Stops di Christopher Herwig: obiettivo su paesi dell'ex-Unione Sovietica

Christopher Herwig fotografa la creatività che aspetta il bus nei paesi dell'ex URSS

Guardare ad est dopo il crollo dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, significa prendere atto degli effetti del disatro geopolitico che ha investito gli stati indipendenti dell'ex-URRS e la nuova Europa post-guerra fredda, sottoposte alle ingerenze USA (con il braccio armato della NATO) e il liberismo-imperialista che annienta il senso di comunità, insieme ai relativi equilibri culturali, economici e sociali.

A recuperare alcune delle sfumature più sorprendenti e creativie del perduto impero sovietico è il viaggio compiuto da Christopher Herwig, attento per scovare, fotografare e documentare la verve architettonica delle fermate degli autobus.

Più di 30.000 km lungo le strade di 14 paesi dell'ex Unione Sovietica, dalle rive del Mar Nero all'interminabile steppa kazaka, passando per Turkmenistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Tagikistan, Ucraina, Moldova, Armenia, Abkhazia, Georgia, Lituania, Lettonia, Estonia e Bielorussia.

Dodici anni di viaggio in bicicletta, in autobus, taxi e auto, lungo strade costellate da strutture esuberanti ed originali che, si elevano come folcloristici Kalpak in Kirghizistan, sono piramidi di legname nei boschi della dell'Estonia, conchiglie e bocche spalancate di pesci giganteschi coperti di mosaici intorno a Pitsunda sul Mar Nero.

Un progetto lontano da 'Ost-algie' (nostalgia dell’Est) ma attento alla sorprendente architettura socialista, nato per celebrarne la creatività, dal fotografo canadese votato all'esplorazione e la ricerca di stimoli e bellezza in ogni aspetto della vita, con oltre venti anni di avventurosa esperienza in oltre 90 paesi e angoli più remoti, lavorando anche con organizzazioni non governative e agenzie di sviluppo in alcune delle zone più povere del mondo, per dare un volto umano a quello che si tende a ridurre a numeri e statistiche.

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Soviet Bus Stop anche per le 159 fotografie raccolte nelle 192 pagine del volume edito dalla londinese FUEL, con una nuova edizione disponibile su amazon.

Foto | Soviet Bus Stops © Courtesy Christopher Herwig

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