Patrick Willocq tra reportage e testimonianza artistica

I am Walé respect me / Forever Walé di Patrick Willocq, mette in scena il tributo alla maternità, fertilità e femminilità dei pigmei Ekonda del Congo

START, la riapertura in contemporanea di tutte le gallerie d’Arte di Genova, merita un rito di passaggio come I am Walé respect me / Forever Walé di Patrick Willocq, scelto dalla VisionQuesT contemporary photography che lo rappresenta in Italia, per propiziare la nuova stagione artistica 2015/2016, proprio come i pigmei Ekonda della Repubblica Democratica del Congo rendono il loro tributo alla maternità, fertilità e femminilità con il rituale del Walè.

Danze e canti rituali unici per ogni Walé (“madre primipara") che ne sansiscono lo status, insieme al grado di prestigio e potere, acquisito dopo una reclusione (che varia da due a cinque anni) seguita alla nascita del primo figlio, insieme al rispetto di diversi tabù (soprattutto sessuali) e un senso di unicità raggiunto con elaborate toilette e acconciature sofisticate.

"Sono sempre stato affascinato dalle tribù indigene perché sento che esse sono custodi di una forma di ricchezza per noi irrimediabilmente persa. Il rituale del Walè è un meraviglioso tributo alla maternità, la fertilità e femminilità. Per questo motivo ho proposto alle donne Walè che conosco da anni di partecipare a una sorta di messa in scena in grado di testimoniare una parte della loro storia personale. Ogni immagine rappresenta in chiave visiva la canzone cantata dalla donna Walè durante il giorno più importante della propria vita: quello del ritorno al villaggio"

Patrick Willocq

Le immagini del fotografo francese ed esploratore di diverse culture, vissuto a stretto contatto con i pigmei Ekonda, sono quindi la rappresentazioni visiva delle tematiche cantate del Walè alla fine del lungo periodo di solitudine della madre con il figlio.

Un 'reportage artistico' che riflette la ricchezza del rituale competitivo delle donne Walè, con la messa in scena della loro storia e indole personale, grazie alla complicità e collaborazione delle giovani donne pigmee, il loro clan, gli artigiani della foresta che hanno aiutato a costruire i set e un etnomusicologo.

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Ntembe, sparrowhawk Walé

«Ensansa: Njalé nkombé éné yélúá nd’ókili, ntsíbátá íbáko nd’ólògo biàlé».

Canzone: Io sono diventata come uno sparviero che vaga per il mondo. Non ho trovato nulla standomene seduta, lo capite donne Walé.

Walé Ntembe (18 anni, senza marito, 2 anni in isolamento e madre di Beane), elogia il suo atteggiamento e cerca di screditare le altre Walé che trascorrono troppo tempo a girare per il villaggio (una cosa disonorevole) mentre lei rimane nella sua capanna a prendersi cura di suo figlio.

I am Walé respect me / Forever Walé di Patrick Willocq, resta in mostra alla VisionQuesT contemporary photography di Genova (Piazza Invrea 4r), prorogata dal 29 novembre 2015 al 22 gennaio 2016.    

Foto | I am Walé respect me / Forever Walé di Patrick Willocq, Courtesy Studio Clelia Belgrado VisionQuesT contemporary photography

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