The State of News Photography: The Lives and Livelihoods of Photojournalists in the Digital Age

1.556 professionisti provenienti da più di 100 paesi per lo studio sulla professione dei fotogiornalisti nell'era digitale

Mentre il fotogiornalismo continua a documentare i frammenti di mondo che contribuiscono ad edificare il nostro senso etico ed estetico della realtà, senza mai smettere di far riflettere e discutere sul potere delle immagini e dei suoi abusi, a cercare di fare il punto sullo stato di una professione difficile è controversa e The State of News Photography: The Lives and Livelihoods of Photojournalists in the Digital Age.

Il primo rapporto annuale realizzato dal World Press PhotoFoundation, in partnership con il Reuters Institute for the Study of Journalism della Oxford University e la prestigiosa University of Stirling, condivide l'esito dell'indagine sottoposta a 1.556 fotogiornalisti provenienti da più di 100 paesi, con un questionario di 63 domande concepite per indagare condizioni, usi ed etica di una professione, alle prese con i cambiamenti innescati dalla rivoluzione digitale, lo sviluppo incessante della tecnologia, la riorganizzazione del settore e la concorrenza di cittadini 'armati' di smartphone.

Quello che ne emerge dalle 76 pagine di report che trovate allegato alla fine della segnalazione può essere sintetizzato nei seguenti punti, corredati in alcuni casi dall'infografica della gallery.

- 1. La professione del fotogiornalisno è dominata dagli uomini, con l'85% dei maschi intervistati.

- 2. La maggior parte dei fotografi che hanno risposto al sondaggio (60%) sono lavoratori autonomi.

- 3. Il 75% degli intervistati lavorano a tempo pieno come fotografi.

- 4. Il 40% degli intervistati si definisce fotogiornalista, il 30% fotografi documentaristi, il 14% fotoreporter.

- 5. Tra gli intervistati domina il fotogiornalismo (19% degli intervistati), seguito da progetti personali (18%), ritrattistica (14%), sport (10%).

- 6. L'80% degli intervistati lavora da solo.

- 7. Il 54% degli intervistati pratica solo la fotografia, un terzo lavora anche con il video, per scelta o necessità.

- 8. I fotografi sono in genere molto istruiti; più di due terzi del campione hanno qualifiche di livello universitario, anche se un quarto non ha alcuna formazione specialistica in fotografia.

- 9. Pur con utili molto bassi, la maggior parte degli intervistati afferma di riuscire a gestirsi finanziariamente o si sente bene con la propria situazione finanziaria.

- 10. L'uso non autorizzato e non pagato delle foto è molto diffusa, interessa la stragrande maggioranza dei fotografi del campione e la maggior parte che non riceve risarcimento.

- 11. Una professione pericolosa per gli intervistati, oltre il 90% si sente vulnerabile al rischio fisico, individuando il Sud America, l'America Centrale e i Caraibi le regioni più pericolose del mondo per lavorare, mentre Europa e Nord America sono percepite più sicure.

- 12. L'era digitale ha aggiunto nuova complessità e incertezza per l'etica professionale del fotogiornalismo, che la maggior parte di loro ritiene importante, anche se alcune pratiche segnalate dai fotografi suggeriscono che in alcune circostanze l'etici non è rispettata.

- 13. Il 76% di fotografi considera la manipolazione delle immagini un problema grave, il restante 25% ammette di alterare alle volte il contenuto delle immagini.

- 14. Il 36% degli intervistati ha detto di non mettere in scena le immagini, il 52% 'a volte' lo fa, il 12% che lo fa per la metà del tempo.

- 15. Il 51% ha dichiarato di migliorare le foto intervenendo su contrasto, tonalità o saturazione, contro un 10% che afferma di non farlo.

- 16. La maggior parte dei fotografi non considerano appassionati e non professionisti come un rischio per la loro professione, o la percepiscono come uno sviluppo positivo.

- 17. Quando si tratta di lavorare on-line, il 63% degli intervistati trova il sito web personale importante o molto importante per il lavoro, mentre più della metà ricorrono spesso o sempre ai social media, solo l'11% afferma di non usarli mai per il lavoro.

- 18. Per il 62% degli intervistati Facebook occupa la vetta dei Social Media privilegiati, seguiti da Instagram e Twitter.

- 19. Tre quarti dei fotografi intervistati dicono di aver ricevuto benefici dai social media, non finanziari per il 40%, finanziario per il 23%.

- 20. Nonostante rischi e sfide risultino più elevati dei compensi, l'indagine riscontra tra i professionisti un elevato grado di soddisfazione personale sul lavoro.

The State of News Photography

Via | World Press Photo Foundation

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