Pasolini: inchieste, fotografie e ritratti a 40 anni dalla scomparsa

Pier Paolo Pasolini continua a far riflettere con viaggi e film-inchiesta, fotografie e ritratti del suo sguardo inafferrabile

Il prossimo 2 novembre ricorre il 40° anniversario della tragica scomparsa di Pier Paolo Pasolini, assassinato sulla spiaggia di Ostia nella notte tra il 1° e il 2 novembre del 1975, mentre l'alone di mistero rinvigorito da un quarantennio di indagini, inchieste e speculazioni, non placa la riflessione accesa dalla disarmante lucidità dell'intellettuale, lo spirito indomito del critico e l'entusiasmo che fa battere il cuore del poeta.

Un preziosa eredità che non ha mai smesso di infastidire alcuni e stimolare altri, continuando ad animare viaggi di memoria e ri-scoperta, con lo spirito ardimentoso che conduce inchieste appassionate in un paese che cambia, con lo sguardo inafferrabile che non ha mai perso il potere di guardarci dentro.

È un viaggio-inchiesta nel tempo, quello che torna ad un giorno di inizio estate del 1959, con Pier Paolo Pasolini al volante di una Fiat 1100, inviato speciale della rivista «Successo» lungo i duemila chilometri di costa italiana che partono dal Nord di Ventimiglia, per scendere fino alla punta più estrema del Sud e della Sicilia protesa nel bel mezzo del Mediterraneo, per poi risalire fino a Trieste.

«Passo Noto, passo Avola. Giungo a Pachino… ma non mi fermo, vado ancora più a Sud, arrivo a Capo Passero… E non mi fermo ancora, vado più giù, a Porto Palo… E non mi fermo ancora: arrivo al porticciolo di Porto Palo… E non mi fermo ancora. Lì davanti c’è un isolotto, tutto sabbia e fichi d’India, con una torre barocca… Sbarchiamo sull’isolotto, sotto la torre, e, già quasi nell’ombra tenerissima, odorosissima della notte, faccio il bagno nella più povera e lontana spiaggia d’Italia».

Pier Paolo Pasolini

Il lungo viaggio solitario nell’Italia sospesa, tra vacanza e transizione, tradizione e cambiamento, postumi del dopoguerra e albori del boom economico, attraversando 'coste a strapiombo, notti alte, soli che infuriano', meraviglia e gioia, durezze e contraddizioni, annotati nel diario “di bordo” pubblicato a puntate sulla rivista in quella stessa estate, come “La lunga strada di sabbia”.

Il ritratto d'Italia giunto al confine orientale del paese e dell'estate, continuando ad ispirarne altri. Nell'estate del 2009 il road movie pasoliniano attraverso le contraddizioni dell'Italia di oggi, portato sul grande schermo del regista belga Gilles Coton con Qui finisce l’Italia (Belgio 2010, 85’).

A distanza di quarant’anni anche quello del fotografo Philippe Séclier, tornato nel 2011 lungo il medesimo itinerario tracciato da testi e memorie di Pasolini, con scatti rubati e abbagliati di confini e orizzonti, fotografie che intravedono il Mar Ligure dalle feritoie di tre finestroni verticali, mentre la città burrascosa di Ostia che accoglie Pasolini con “un temporale blu come la morte” e come un triste presagio, si manifesta con una corona di fiori ormai secca, tra le palizzate che corrono lungo i campi in riva al mare.

“...ho voluto mettere I miei passi dietro ai suoi, vedere ciò che lui aveva visto, capito e sentito, lanciarmi a mia volta su quella strada in sua compagnia, seguendola come lui l’aveva descritta”

Philippe Séclier

La lunga strada di sabbia - il libro

Contrasto propone per la collana In Parole il libro "La lunga strada di sabbia" (The Long Road of Sand) di Pier Paolo Pasolini, con fotografie di Philippe Séclier, pubblicato in edizione limitata fuori catalogo nove anni fa e ora finalmente disponibile per la libreria. Si tratta di un testo di grande bellezza che continua a colpire per la sua profondità e la sua poesia. La collana In Parole si arricchisce così di un nuovo preziosissimo titolo.

16x22,4 cm
200 pagine
62 fotografie in b/n
cartonato telato
Sfoglia il libro

Due viaggi lungo lo stesso itinerario che il tempo ha separato e Contrasto ha riunito, nelle pagine del Libro “La lunga strada di sabbia”, impreziosito dalla trascrizione integrale del dattiloscritto pasoliniano, grazie alla collaborazione di Graziella Chiarcossi (cugina di Pasolini) e le fotografie di Philippe Séclier.

Dopo Mamma Roma, il processo contro i Ragazzi di vita che terminerà con una sentenza di assoluzione con "formula piena" e prima delle riprese de Il Vangelo secondo Matteo, tra marzo e novembre del 1963, Pier Paolo Pasolini torna al volante della sua auto per raggiungere spiagge, cortili, fabbriche e strade delle città del BelPaese che ospita il Vaticano, e con microfono alla mano, intervistare gli italiani su argomenti tabù come amore, sessualità e buon costume, con la lucida e corale rappresentazione restituita dal film-inchiesta Comizi d’amore, esperienza trascritta e raccolta ancora una volta in un volume omonimo edito da Contrasto.

Comizi d'amore - Il libro


A quarant’anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini, esce in libreria Comizi d’amore, a cura di Graziella Chiarcossi e Maria D’Agostini, all'interno della collana In Parole.

Questo libro presenta la trascrizione del film omonimo realizzato da Pasolini del 1963, arricchita dai documenti e dal materiale preparatorio, da un testo di Vincenzo Cerami e dalle fotografie di scena realizzate da Mario Dondero e Angelo Novi che seguirono il regista nella sua inchiesta in giro per l’Italia: una corale e lucida rappresentazione del nostro paese.

Completano il volume alcune lettere frutto della corrispondenza di Pasolini con Cesare Musatti, Alfredo Bini e Lucio Settimio Caruso, due articoli sul film, firmati da Dario Argento e Michel Foucault, e un testo di Rosaria Gioia.

16x22,4 cm
200 pagine
80 fotografie ca in b/n
cartonato
Sfoglia il libro

La gente risponde. Un turbinio, un caos, una babilonia di opinioni diverse. Le più ridicole, inconcepibili e contraddittorie. E ingenue, infantili, scandalizzate, apparentemente sensate, in realtà prive di ogni senso logico. La gente risponde. È chiaro che l’intelaiatura dell’inchiesta dovrà essere nettissima, quasi matematica: ma la realizzazione dovrà necessariamente essere la più inaspettata, la più imprevista, la più caotica possibile: secondo il grafico delle opinioni della gente sui problemi che essa pone.”
Pier Paolo Pasolini

Inchieste che fanno ancora riflettere e fino al 15 novembre 2015 tornano nelle sale del Forma Meravigli di Milano con le fotografie di scena scattate da Mario Dondero e Angelo Novi sul set di Comizi d’amore e quelle realizzate dal francese Philippe Séclier sulle tracce de La lunga strada di sabbia, accompagnate da citazioni dei due lavori insieme al valore che ancora conservano.

La vera Italia? Due inchieste di Pier Paolo Pasolini. La lunga strada di sabbia – Comizi d’amore' al Forma Meravigli


Nella sale di Forma Meravigli, si alterneranno le fotografie di scena di Comizi d’amore, realizzate da Angelo Novi e Mario Dondero, e quelle che, a trent’anni di distanza da La lunga strada di sabbia, il fotografo francese Philippe Séclier ha scattato ripercorrendo le tracce dell’itinerario di Pasolini.

Accompagnate da lunghe citazioni dei due lavori, le immagini di Dondero, Novi e Séclier da un lato restituiscono al pubblico l’atmosfera, la sfrontatezza, il pudore e il metodo d’indagine di Pasolini; dall’altro  testimoniano l’importanza di ripercorrere  quella stessa strada, ritrovare le tracce di un’osservazione attenta e controcorrente e mantenere viva la memoria di un lavoro di scavo sull’Italia serio, profondo, opportuno e necessario come è stato quello di Pier Paolo Pasolini.

Alla mostra è associata la visione del cortometraggio "Pier Paolo Pasolini. Appunti per un critofilm" (1966) di Maurizio Ponzi.

La mostra a cura di Alessandra Mauro, è una coproduzione tra Forma – Fondazione Italiana per la fotografia e la Cineteca di Bologna e rientra nel palinsesto delle iniziative di Expo in città, ed è accompagnata dai libri editi da Contrasto, "La lunga strada di sabbia" e "Comizi d’amore".

La vera Italia? Due inchieste di Pier Paolo Pasolini
fino al 15 novembre 2015 
Forma Meravigli
Via Meravigli, 5
Milano

Mercoledì, venerdì, sabato, domenica, ore 11.00-20.00
Giovedì, ore 12.00 – 23.00
Lunedì e martedì chiuso
Biglietto di ingresso: 5 euro

Quasi contemporaneamente, circa cento ritratti intimi e inediti del volto spigoloso e gentile dell'inafferrabile Pier Paolo Pasolini, scattati da Gideon Bachmann e dalla sua compagna Deborah Beer nell’arco di quindici anni di amicizia, restano in mostra a Pordenone, insieme ai 'dissidi interiori che dilaniarono l’intellettuale, le passioni del critico e la levità del poeta', colti negli spazi famigliari del suo studio, la biblioteca e le terrazze da dove “guardare il mondo”, il ritiro – nella campagna “ariostea” – della Torre di Chia…

Inafferrabile. Lo sguardo di Pier Paolo Pasolini' a Pordenone


Cinemazero inaugura “Inafferrabile. Lo sguardo di Pier Paolo Pasolini”, la mostra fotografica di ritratti inediti scattati da Gideon Bachmann e dalla sua compagna Deborah Beer nell’arco della loro amicizia pluridecennale, parte del progetto della Provincia di Pordenone “Pasolini, nostro contemporaneo” realizzato grazie al sostegno della Regione Autonoma FVG. Un percorso che attraverso quasi cento foto mette lo spettatore di fronte allo sguardo – inafferrabile – del poeta, colto negli spazi famigliari delle sue case, in momenti di intima condivisione tra amici.

Giornalista e fotografo sui set italiani più importanti della seconda metà del ‘900, Gideon Bachmann è stato un amico e un fine osservatore di Pier Paolo Pasolini. Nel corso dei quindici anni di ininterrotta frequentazione amicale l’ha seguito e scrutato, consegnandoci una raccolta di ricordi, che oggi sanno ancora mostrare i dissidi interiori che dilaniarono l’intellettuale, le passioni del critico e la levità del poeta. Lo spettatore può imbattersi in “pose” ormai iconiche e riconoscere il Pasolini dei rotocalchi, ma in mostra trova anche un viso dolce e sorridente, come raramente si è mostrato al grande pubblico. Un’occasione per guardare l’uomo il cui nome ha spesso riempito le bocche, la cui opera ancora disturba le coscienze. Uno sguardo in quello che fu il terreno della concentrazione, del pensiero interiore (il suo studio, la sua biblioteca, le terrazze da dove “guardare il mondo”, il ritiro – nella campagna “ariostea” – della Torre di Chia...). La Beer è fotografa discreta, dai modi delicati, capace di stare in disparte, ma di seguire con attenzione quel che accade per alzare l'obbiettivo delle macchine che ha al collo e fermare l'attimo cruciale. La sua è una fotografia calda, piana, dai toni smussati, conciliante ed equilibrata.

Bachmann ha altre caratteristiche, che vengono dal suo essere (genialmente istrionico, alla ricerca costante della qualità e del guizzo creativo) e del particolare rapporto con il poeta, sviluppato in quindici anni di amicizia. La loro relazione è molto diretta e personale, passando dalle formalità delle interviste degli inizi (Bachmann è non solo fotografo, ma anche giornalista e regista) a un vero e proprio dialogo alla pari: la confidenza che ha nel stare al fianco di Pasolini, conversando di politica, attualità, cinema, arte, di seguirne le tappe artistiche e l'evoluzione poetica, di accompagnarlo in molti viaggi, si traduce nella possibilità di scattargli ritratti che vanno fino ai primissimi piani, violando quasi la soglia del privato. Controluce, toni contrastati, fuoco sempre perfetto, inquadrature ricercate, ora per catturare le spigolosità del volto di Pasolini – proprietà che è spesso anche delle sue parole - ora per smussarne le espressioni e farlo vivere in foto con tutta la sua tenerezza, i suoi modi gentili.

Pier Paolo Pasolini, “uomo reale”, esistente, pieno di vita, di voracità di conoscenza e di mondo: inafferrabile, per sua – meravigliosa, sempre spaesante – complessità.

Inafferrabile. Lo sguardo di Pier Paolo Pasolini
fino al 5 novembre 2015
Pordenone, Spazi Espositivi della Provincia
Corso Garibaldi​
Pordenone​
martedì-venerdì, ore 15.00-19.00
sabato-domenica, ore 10.00-13.00 e 15.00-19.00
INGRESSO LIBERO

Foto | La vera Italia? Due inchieste di Pier Paolo Pasolini. La lunga strada di sabbia - Comizi d’amore” Courtesy Forma Meravigli
Inafferrabile. Lo sguardo di Pier Paolo Pasolini, Courtesy Cinemazero

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